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Giovanni Dota – Fino alla fine #Venezia75

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Il corto unisce le tre passioni del regista: gangster movie, Napoli e la commedia, ma si può ridere di tutto?

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PODCAST | Chiara Laganà intervista Giovanni Dota, regista del cortometraggio Fino alla fine.

Per ascoltare questa intervista, clicca su ► sopra la foto

Il regista Giovanni Dota presenta al Lido il suo cortometraggio Fino alla fine, uno dei sette in concorso alla [email protected], la rassegna dedicata ai migliori cortometraggi della Settimana della Critica. Il cortometraggio Fino alla fine è una commedia, un genere amatissimo dal giovane regista. Il protagonista è un ragazzo del Nord Italia che sogna di diventare camorrista, ma fra sé e il suo sogno ci sono una serie di ostacoli da superare: la provenienza geografica diversa e un accento totalmente diverso dal campano. Il dialetto gioca un ruolo importante nel cortometraggio e per Giovanni Dota è una parte fondamentale della sua vita: “L’ho imparato da bambino e da campano lo uso spesso e sono felicissimo di insegnare parole nuove anche a chi non le conosce”. Nelle note di regia, Dota accenna al fatto che spesso la commedia, come genere, spaventi: “Forse perché ‘ridere è una cosa seria’, come diceva qualcuno e non aveva tutti i torti”. Il giovane regista è però convinto che si debba ridere di tutto e per farlo in Fino alla fine ha usato un escamotage: un attore piemontese del Centro Sperimentale di Cinematografia nelle vesti di un aspirante camorrista. Fino alla fine è uno dei sette titoli in concorso alla terza edizione della [email protected] e dietro il racconto comico veicola un messaggio di apertura nei confronti dell’altro, a una condizione che non tifi per la Juventus: “Ho scherzato con questo, sono napoletano e tifo Napoli, ma la fede calcistica in questo film racconta altro”. Alla sua prima esperienza a Venezia, da protagonista, Dota è contento ed emozionato per il suo debutto al Festival.

Fino alla fine: Uno sparo squarcia il silenzio della notte, quattro uomini fuggono dal luogo del delitto. Umberto “Sì e No”, infallibile killer del clan Caputo, ha appena ucciso l’uomo sbagliato. Ora dovrà rendere conto al boss. Per sua sfortuna, la vittima è il nipote di Tonino O’ Infame, il boss più temuto della città. Ma questo pare non essere il problema più grande: Umberto “Sì e No” nasconde infatti un terribile segreto.

Per la pagina del corto sul sito della Mostra, clicca qui.

  • Reporter
    Chiara Laganà
  • Guest
    Giovanni Dota
  • Interviewee role
    Regista
  • Film title
    Fino alla fine
  • Festival section
    Settimana della Critica - [email protected]
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