Fred @ School

7.2 – II documentario #FilmLiteracy

Play Podcast
3 min. and 16 sec.

In questa unità parliamo della forma cinematografica del documentario e delle differenze rispetto al cinema di finzione.

Play Podcast
3 min. and 16 sec.

Fra i generi cinematografici, un genere a sé è il documentario, che in teoria non prevede la scrittura di una sceneggiatura in senso stretto, ma è un film che illustra una situazione reale il cui svolgimento non viene alterato con la finzione. Poiché non è incentrato su una storia inventata e costruita, non vi recitano attori che interpretano una parte. Coglie invece la vita nel suo procedere o ne mostra aspetti di particolare interesse.

Il cinema nacque dall’esigenza di documentare la realtà. I primi filmati cinematografici già possono essere considerati veri esempi di documentario: sono infatti conosciuti come film “dal vero”, in quanto focalizzano l’attenzione su episodi della vita quotidiana; si tratta di scene d’attualità, come gli operai all’uscita della fabbrica in La sortie des usines Lumière (1895, “L’uscita degli operai dalle Officine Lumière”) di Louis e Auguste Lumière, oppure riprese della natura, come in Rough sea at Dover (1895, “Mare agitato a Dover”) di Birt Acres.

Anche se il documentario non ammette la componente della finzione, esso offre comunque una realtà selezionata e manipolata: infatti il regista decide cosa riprendere e quando iniziare e terminare le riprese, e quindi privilegia una porzione della realtà rispetto a un’altra, operando una scelta.

In base ai diversi temi affrontati, negli anni il documentario ha assunto caratteristiche e obiettivi differenti. Alla fine della Seconda guerra mondiale rappresentò un prezioso strumento per far conoscere gli orrori provocati dal conflitto. In ambito del tutto diverso, dalla fine degli anni Quaranta si diffusero i documentari sulla natura diretti da James Algar e prodotti dalla Walt Disney.

Negli anni Cinquanta e Sessanta si consolidò il documentario-inchiesta e si affermò quello politico per denunciare le ingiustizie in ogni parte del mondo e documentare le forme di protesta: per esempio le manifestazioni contro la guerra in Vietnam. Tra i grandi autori vanno ricordati Joris Ivens, Chris Marker, Robert Kramer.

A partire dagli anni Settanta si sono moltiplicate le tipologie di documentario, grazie anche al perfezionamento di tecniche sofisticate e attrezzature più leggere, con nuove tendenze legate alla personalità e alla formazione dei vari autori. E parallelamente allo sviluppo di una realtà sempre più complessa, nei cui confronti il documentario si conferma importante momento di analisi e riflessione.

Oggi ha molto successo il mockumentary, definizione che sintetizza due termini: “mock” e “documentary”. Mock significa “finto”, mentre come voce verbale sta più a indicare qualcosa come “prendersi gioco” o “fare il verso”. In questo senso i mockumentary non sono semplici falsi, ma piuttosto diventano degli snodi chiave per interrogarsi sulla differenza tra i “fatti” e la ricostruzione o l’invenzione del reale, che però a prima vista appare plausibile, non preparato o sceneggiato.

L’esempio più antico di questa pratica è il famoso esperimento di Orson Welles che nel 1938 legge alla radio La guerra dei mondi di Herbert George Wells e scatena il panico sulla costa del New Jersey, con due milioni di persone in fuga dalle abitazioni, convinte dell’imminente invasione dei marziani. Il primo caso cinematografico risale invece al 1965 con The War Game di Peter Watkins, che rende plausibile e “realistica” l’ipotesi di un attacco atomico in Inghilterra e le conseguenze del conflitto nucleare sulla popolazione del Kent.

La BBC lo produsse inizialmente per la televisione, ma poi lo distribuì solo al cinema, in relazione alla durezza dell’assunto e all’impatto di alcune sequenze.

 

Testi a cura di: Aiace Torino http://www.aiacetorino.it/
Voci: Gianmarco Ceconi, Laura Buffa
Musica: Bensound – Brazilsamba (Composed and performed by Bensound http://www.bensound.com)

Now playing:
Other posts from  Fred at School
Featured Posts