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1.2 – Vedere i film: doppiaggio, sottotitoli e voice-over #FilmLiteracy

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Come guardiamo un film che originariamente è parlato in una lingua diversa dalla nostra?

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(Dalle didascalie alle versioni in varie lingue)

Un altro aspetto importante del modo in cui guardiamo i film ha a che fare con la lingua. Come guardiamo i film realizzati in una lingua diversa dalla nostra? Ancora una volta dobbiamo ritornare agli inizi della storia del cinema per capire le possibilità che abbiamo a disposizione oggi.

Con l’avvento e il successo del cinema muto, molti pensavano che finalmente e per la prima volta nella storia gli uomini avessero creato un linguaggio universale, che chiunque fosse in grado di capire. Il personaggio più celebre di Charles Chaplin, quello del Vagabondo, negli anni ’20 arrivò a essere considerato l’immagine più iconica e riconoscibile del mondo. Gli spettatori dei vari paesi non lo consideravano un personaggio inglese o americano, ma una figura completamente originale. Dopotutto, non parlava nessuna lingua.

Ma questo non è del tutto vero. Molti credono che la traduzione dei film abbia avuto inizio nel 1927, con l’introduzione del cinema sonoro, ma in realtà anche i film muti venivano realizzati in varie lingue. Fin dal 1901 nei film muti si usavano le didascalie, cartelli contenenti testi che venivano montati tra le immagini per comunicare dialoghi o descrizioni. Quando il film veniva distribuito in un paese straniero, le didascalie originali venivano sostituite con altre, tradotte nella lingua degli spettatori.

Con l’introduzione del sonoro, registi e produttori dovettero ideare altre soluzioni per tradurre i film. La prima che venne adottata era piuttosto sorprendente e consisteva nel girare di nuovo il film in varie lingue, a volte con lo stesso regista e gli stessi attori, a volte con attori diversi. Si trattava delle cosiddette versioni multiple. Per esempio a Parigi, nel 1930, negli studi di Joinville fondati dalla Paramount si giravano versioni multiple di uno stesso film anche in dodici lingue diverse, per 24 ore al giorno.

Naturalmente si trattava di un procedimento molto costoso e in breve tempo fu necessario ideare soluzioni alternative per tradurre i film, o riproducendo i dialoghi dei personaggi in un’altra lingua, o traducendoli in forma di testo sulla parte inferiore dello schermo. Fu così che nacquero il doppiaggio e i sottotitoli.

(Doppiaggio)

Nel doppiaggio le voci e i dialoghi originali dei personaggi vengono sostituiti con altri tradotti nella lingua prescelta, cercando di farli coincidere con i movimenti labiali degli attori sullo schermo. La traduzione viene eseguita dai traduttori e poi recitata dai doppiatori in studio, seguendo le indicazioni del direttore del doppiaggio.

I traduttori devono fare in modo che la traduzione abbia più o meno la stessa durata dell’originale, per farla coincidere con i movimenti labiali degli attori sullo schermo. Quando ci sono dei primi piani in cui si vede soltanto il viso degli attori, la cosa è molto più difficile. I traduttori devono allora fare in modo che quando gli attori chiudono le labbra (per esempio quando pronunciano le lettere p, b, t, m, v e f), anche la traduzione utilizzi alcune di queste lettere per farla coincidere con i movimenti labiali. Per esempio, se in un primo piano si vede il viso di un attore che dice “good-bye” in inglese, utilizzare “addio” in italiano sarebbe una buona traduzione in termini di significato, ma non coinciderebbe con i movimenti delle labbra dell’attore, che sono chiuse mentre pronuncia la parola “bye”. Forse in questo caso sarebbe preferibile utilizzare la traduzione “ci vediamo”.

Il doppiaggio è il metodo di traduzione più comune in Italia, Francia, Germania e Spagna ed è utilizzato in tutto il mondo per tradurre film d’animazione e cartoni animati.

(Sottotitoli)

In molti altri paesi, come per esempio Portogallo, Gran Bretagna, Svezia, Norvegia, Danimarca, eccetera, di solito i film stranieri vengono sottotitolati. In questo caso gli spettatori sentono le voci originali degli attori, mentre le parole sono tradotte sulla parte inferiore dello schermo. Gli spettatori in grado di capire la lingua originale spesso si lamentano perché ciò che appare scritto nella parte inferiore dello schermo non sempre è una traduzione esatta dell’audio. Questo può essere vero, ma dobbiamo ricordare che chi realizza i sottotitoli deve rispettare determinate regole e non dovrebbe usare più di due o tre parole al secondo, perché altrimenti la maggior parte degli spettatori farebbe molta fatica a leggere i sottotitoli e a guardare contemporaneamente le immagini.

(Voice-over)

Infine in alcuni paesi, come per esempio la Polonia, una voce fuori campo legge la traduzione, mentre in sottofondo si continua a sentire la voce originale degli attori. In questo caso il problema è che c’è soltanto una voce per tutti i personaggi e che spesso la lettura risulta monocorde, con il rischio di perdere l’intensità dei dialoghi dei film.

 

Testi a cura di: University of Roehampton http://www.roehampton.ac.uk/home/
Voci: Gianmarco Ceconi, Laura Buffa
Musica: Bensound – Brazilsamba (Composed and performed by Bensound http://www.bensound.com)

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