Il film “Agon” offre uno sguardo innovativo sulla relazione che intercorre tra corpo, sport e tecnologia. Presentato alla Settimana Internazionale della Critica, il regista Giulio Bertelli ha condiviso con Fred Film Radio le ispirazioni e le scelte artistiche che hanno dato vita a un’opera ricca di stratificazioni e riflessioni.
Tecnologia e umanità: il binomio di “Agon”
Uno dei temi portanti del film è il rapporto tra organico e tecnologia, evidente in scene graficamente molto dettagliate, come quella dell’operazione chirurgica robotizzata. Bertelli sottolinea come questa scena non sia una semplice metafora, ma una rappresentazione concreta di come elementi già presenti nella nostra quotidianità – come le procedure mediche avanzate o le tecniche sportive di alta precisione – siano ormai parte integrante del nostro mondo.
“Non è una metafora, è di fatto un robot che penetra all’interno della carne,” afferma il regista. Questa rappresentazione autentica e precisa illustra come il confine tra biologico e artificiale stia progressivamente dissolvendosi, portando a una riflessione sul nostro futuro post umano.
L’immagine dei videogiochi e la loro simbologia
Un altro aspetto affascinante del film riguarda l’uso delle immagini sintetiche e delle tecnologie digitali, come i videogiochi. Bertelli spiega: “Le immagini dei videogiochi rappresentano una sovrapposizione tra diversi ambiti, dalla preparazione atletica alla meditazione. Ognuno di questi strumenti, nonostante nasca da industrie differenti, ha funzioni diverse ma un denominatore comune: la capacità di allenare e rilassare la mente.”
La narrazione si sofferma sull’integrazione di strumenti come il neurotracker, utilizzato per migliorare i riflessi degli atleti, e gli Oculos Alex, impiegati per perfezionare la mira nei videogiochi e prepararsi alle competizioni. Questa convergenza tra strumenti e funzioni testimonia come la tecnologia, ormai, attraversa e trasforma più ambiti della vita umana, creando un nuovo paradigma in cui sport, intrattenimento e neuroscienze si intersecano.
Rappresentazione dello sport e approccio narrativo
Un elemento distintivo di “Agon” è l’attenzione dedicata non tanto ai momenti di gara, quanto alla vita quotidiana degli atleti e alla loro preparazione. La scelta di focalizzarsi sugli aspetti meno noti dell’allenamento e delle sfide psicologiche è una risposta a un bisogno di rendere più credibile e coinvolgente il racconto.
“Volevamo creare un immaginario che potesse arrivare anche a chi non conosce bene le discipline minori,” spiega Bertelli. Attraverso scene oniriche, momenti realistici e immaginazioni, il film costruisce un ponte tra realtà e finzione, avvicinando lo spettatore alla psicologia degli atleti e alle sfide invisibili che affrontano.
Figure storiche come simboli di resilienza
Per arricchire ulteriormente il racconto, Bertelli ha deciso di intrecciare figure storiche—come Cleopatra, Nadezda Durova e Giovanna d’Arco—con l’universo sportivo. Questa scelta nasce da una riflessione: “Se dovessi immaginare Giovanna d’Arco come un’atleta, quale sarebbe?” La risposta ha portato a un parallelo tra le gesta eroiche del passato e la determinazione degli atleti moderni, creando un livello di simbolismo che risuona anche a livello psicologico e culturale.
Lavoro con le protagoniste: tra coraggio e impegno
Un aspetto personale e autentico del film è il lavoro svolto con le atlete. Bertelli evidenzia il caso di Alice Bellandi, ginnasta di grande virtuosità, che ha ridato corpo e anima a un personaggio complesso e fragile. La scelta di interrompere il suo percorso preolimpico per partecipare al progetto testimoniava un grande coraggio, rafforzando la credibilità della narrazione e sottolineando l’importanza dell’impegno e della dedizione nelle sfide sportive.
“Agon” rappresenta così un esperimento cinematografico che unisce elementi di sport, tecnologia e storia, offrendo una prospettiva insolita e riflessiva su ciò che significa essere umani in un’epoca di progresso costante. La sua narrazione sfida le convenzioni classiche dello sport sul grande schermo, puntando a un’immagine più autentica e complessa dell’atleta contemporaneo.
Plot
Con l’avvicinarsi dei fittizi Giochi Olimpici di Ludoj 2024, Agon narra le storie di tre atlete mentre si preparano e poi gareggiano nelle discipline di tiro a segno, scherma e judo. Le donne sono ritratte nei contesti politici, sociali, tecnologici e fisici che dominano i più alti livelli di competizione e performance sportiva. Traendo ispirazione dalle figure storiche di Giovanna d’Arco, Cleopatra e dell’ufficiale di cavalleria russa Nadezhda Durova, Agon esplora un resoconto contemporaneo delle contraddizioni di questi tre sport – nati in tempo di pace come allenamento per le pratiche belliche e poi evolutisi in discipline professionistiche e di intrattenimento, arrivando ad abbracciare in tempi più recenti anche il mondo dei videogiochi e creando così una nuova forma di sport competitivo.