Elena Di Giovanni ci parla del workshop sull’accessibilità tenuto dal Torino Film Industry
Intervista esclusiva a Elena Di Giovanni, co-direttrice del Master internazionale in Accessibility to Media, Arts and Culture all'Università di Macerata.
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“Conversation with” at the 20th Marrakech IFF, interview with actor Willem Dafoe Bénédicte Prot
In “Isola” di Nora Jaenike, l’isola diventa un elemento fondamentale per una narrazione che esplora i rapporti di controllo e interazione psicologica tra due donne. La regista ha scelto di ambientare la storia su un’isola, sottolineando la solitudine e la pressione emotiva che le protagoniste vivono.
Inizialmente, Nora Jaenike non aveva previsto questo scenario, ma l’esperienza con un festival sull’isola d’Elba ha ispirato la messa in scena. La natura isolata dell’isola amplifica il senso di claustrofobia, creando un ambiente naturale di prigionia che giustifica le azioni delle protagoniste e accentua il conflitto psicologico. La motonave che circonda l’isola e il mare contribuiscono a rafforzare questa sensazione di essere intrappolati, rendendo il luogo in una vera e propria gabbia dorata.
Il setting isolato è diventato un personaggio a sé, un luogo sospeso che riflette l’intima difficoltà delle donne nel rapporto. La regista ha spiegato come l’ambientazione abbia contribuito a creare un’atmosfera di tensione crescente tra le protagoniste, rendendo le loro interazioni ancora più intensi. In questa cornice, ogni movimento e scelta assumono un valore simbolico, esprimendo le emozioni profonde che le due personaggi condividono. L’isola, quindi, non è solo uno sfondo, ma un elemento narrativo che intensifica il senso di prigionia, di solitudine e di conflitto. Un ambiente che permette di approfondire le dinamiche umane e psicologiche, rendendo il film un viaggio dentro le menti delle protagoniste.
Su un’isola remota al largo dell’Italia, Joanna ha rinunciato ai sogni d’artista dopo aver sposato Oskar, un geologo molto più anziano e ora disabile. Isolata in una villa fatiscente, trascorre le giornate tra silenzi, routine e rassegnazione. L’arrivo di Ada, un’infermiera dura e pragmatica, sconvolge l’equilibrio della casa: tra le due donne, infatti, nasce un legame ambiguo, carico di tensione e desiderio. L'ossessiva Ada oltrepassa il confine della cura, mentre Joanna, in cerca di attenzione e libertà, finisce per sostituire una prigionia con un’altra. L'arrivo di Joaquin, giovane insegnante d’arte, offre a Joanna un miraggio di passione. Fino a quando non scopre che la donna non ha alcun accesso alla fortuna del marito.
Written by: Angelo Acerbi
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Torino Film FestivalIntervista esclusiva a Elena Di Giovanni, co-direttrice del Master internazionale in Accessibility to Media, Arts and Culture all'Università di Macerata.
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