“Memoriae”, intervista con gli attori Dario Aita, Gaia Messerklinger e Anna Godina
Memoriae, alla Festa del Cinema di Roma la serie che esplora il confine tra ricordi e oblio, attraverso un grande mistero.
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“Conversation with” at the 20th Marrakech IFF, interview with actor Willem Dafoe Bénédicte Prot
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"Memoriae", intervista ai registi Cosimo Alemà e Isabella Aguilar Gianluca De Angelis
Durante la 21esima edizione della Festa del cinema di Roma, abbiamo intervistato i registi Cosimo Alemà e Isabella Aguilar (anche sceneggiatrice) per la serie Memoriae, disponibile su RaiPlay in due appuntamenti, il 23 e il 30 ottobre.
Il progetto intreccia mistero e dramma, seguendo personaggi la cui dimensione emotiva resta centrale anche quando la trama si sviluppa attraverso molteplici enigmi che coinvolgono il paesino montano fittizio di Vallata, dove molte persone sono state colpite da un’amnesia a seguito di una frana. La serie si distingue per l’incontro tra una struttura di genere e una narrazione attenta ai legami e alle esperienze umane, facendo emergere fra i suoi temi anche una certa sperimentazione nel panorama della serialità italiana, intrecciando rapporto con la memoria storica e il ruolo dell’ambientazione.
La costruzione di Memoriae cerca di tenere insieme la tensione del mistero e la credibilità dei personaggi. I registi Cosimo Alemà e Isabella Aguilar hanno indicato infatti come riferimento un modello narrativo in cui il genere non impedisce di approfondire la vita interiore dei protagonisti, mantenendo centrale una componente emotiva, insieme ai sentimenti e alle relazioni, che aiuta il pubblico a entrare in una vicenda che richiede anche una certa disponibilità ad accettare situazioni insolite. Il risultato punta così a coinvolgere attraverso la trama, senza ridurre però i personaggi a semplici strumenti per alimentare i colpi di scena.
Per i registi, la serialità italiana si sta aprendo moltissimo a occasioni in cui ci trovano spazi di sperimentazione che a volte nel cinema italiano non trovano lo stesso terreno per proliferare, e anche la Memoriae ne è un esempio virtuoso. La presenza progressiva di sempre più soggetti interessati a distribuire storie televisive può favorire idee meno convenzionali, anche se ottenere fiducia per progetti fuori dai modelli consolidati resta difficile. Sia Cosimo Alemà che Isabella Aguilar hanno allo stesso tempo espresso soddisfazione per il sostegno ricevuto da Rai, che ha reso possibile sviluppare una proposta considerata coraggiosa. La forma seriale, dopotutto, con il tempo che concede alla storia e ai suoi personaggi, permette inoltre di esplorare più livelli narrativi e di accompagnare gradualmente chi guarda, mettendo in relazione due piani narrativi collocati in epoche differenti, che si incontrano attraverso uno dei personaggi.
L’intreccio di Memoriae apre quindi uno sguardo su questioni europee e italiane legate al periodo precedente alla Seconda guerra mondiale, senza fare però della guerra il centro del racconto. E, in questo, anche il paesaggio contribuisce alla riflessione: il paese immaginario di Vallata è stato ambientato infatti a Venzone, in Friuli, ricostruita dopo il terremoto. La ricostruzione del borgo, avvenuta recuperando le pietre, ha colpito la troupe e i registi Cosimo Alemà che Isabella Aguilar e ha offerto un legame concreto con il tema della memoria: una scelta che ha permesso allo stesso tempo di valorizzare un luogo reale, lasciando spazio alla sua storia autentica accanto alla vicenda di finzione della serie Memoriae.
Quando una frana apparentemente innocua colpisce il piccolissimo paese montano di Vallata, alcuni abitanti cominciano a soffrire di una misteriosa amnesia: sei anni di vita svaniti nel nulla. Relazioni, figli, scelte fondamentali: tutto dimenticato. Il paese viene messo in isolamento e all’esterno nessuno sa cosa sta succedendo, ma Matteo, un reporter di guerra originario di Vallata, riesce a superare la sorveglianza con l’obiettivo di scoprire la verità; unirà le forze con Alma, un’oncologa che si trova in zona per un’escursione ed è rimasta bloccata in paese. Ben presto appare chiaro che l’amnesia è solo la punta dell’iceberg: chi ha perso la memoria comincia ad avere strane visioni che, di giorno in giorno, si fanno più vivide della realtà stessa. Quale terribile verità si cela dietro questo strano fenomeno? È una malattia, una maledizione o un oscuro passato a lungo rimosso che ora vuole riemergere?
Written by: Gianluca De Angelis
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