“Brunori Sas – Il tempo delle noci”, intervista al regista Giacomo Triglia ed al cantautore Brunori Sas
Brunori Sas – Il tempo delle noci, il viaggio cinematografico nell’universo creativo e personale di Dario Brunori diretto da Giacomo Triglia
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“Conversation with” at the 20th Marrakech IFF, interview with actor Willem Dafoe Bénédicte Prot
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"L'incontro", intervista al regista Fabrizio Galatea e al protagonista Giorgio Bazzeca Bianca Ferrari
Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2026, L’incontro è un documentario sul percorso intrapreso da Giorgio Bazzeca – figlio del poliziotto Sergio, ucciso dal giovane brigatista Walter Alasia nel 1976 – di giustizia riparativa, un modello vero e proprio di incontro: per anni, vittime e familiari delle vittime, ex appartenenti alle organizzazioni armate e rappresentanti della società civile si sono incontrati volontariamente e lontano dalla dimensione giudiziaria per raccontare le proprie storie, ascoltare quelle degli altri e confrontarsi sul dolore causato e subito. Un’esperienza resa pubblica nel 2015 con Il libro dell’incontro. Vittime e responsabili della lotta armata a confronto e ispirata ai principi della giustizia riparativa. Non solo quella di Giorgio, ma tante altre storie sono raccontate nel film, tra cui Franco Bonisoli, Adolfo Ceretti, Manlio Milani.
Il regista Fabrizio Galatea e il protagonista Giorgio Bazzeca raccontano come il progetto sia nato dalla fiducia reciproca e da una comune attenzione alla delicatezza del tema, con l’intento di portare il confronto fuori dagli ambienti accademici, rendendolo accessibile senza semplificarne le contraddizioni.
L’incontro sarà nelle sale italiane con Wanted dal 15 dicembre, anniversario della morte di Sergio Bazzeca e del suo assassino Walter Alasia.
Per Galatea, l’idea di realizzare il film è maturata attorno alla possibilità di raccontare quel periodo storico attraverso l’esperienza della giustizia riparativa. Il contatto con Bazzeca è avvenuto grazie a persone coinvolte nel percorso, che lo hanno indicato come una presenza adatta al progetto. Bazzeca, abituato da anni a condividere la propria storia anche nelle scuole, non ha considerato difficile esporsi davanti alla macchina da presa. Rivedersi sullo schermo, invece, gli ha permesso di misurare con maggiore chiarezza il cammino compiuto.
La collaborazione si è sviluppata rapidamente, sostenuta da una sintonia che Bazzeca considera essenziale per affrontare un argomento tanto sensibile. In passato aveva vissuto esperienze in cui le sue richieste sul modo di rappresentare la vicenda familiare non erano state rispettate. Con Galatea e la sua squadra ha trovato un ascolto attento, capace di restituire il senso del suo percorso senza ridurlo a un’immagine convenzionale. Questa relazione ha contribuito a rendere possibile un film che, secondo Bazzeca, può raggiungere un pubblico ampio mantenendo intatta la complessità della giustizia riparativa.
L’incontro accompagna chi guarda nel contesto storico e invita a considerare le diverse parti senza trasformarle in figure schematiche. Galatea descrive il lavoro d’archivio come una ricerca impegnativa: le immagini non dovevano limitarsi a illustrare gli eventi, ma dialogare con il racconto e restituire la densità emotiva dei personaggi. Il materiale inizialmente raccolto era più ampio, poi in fase di montaggio è stato selezionato fino a conservare ciò che appariva davvero necessario. Ne emerge una memoria costruita anche attraverso accostamenti visivi, che mette in relazione esperienze differenti e dà forma cinematografica al confronto.
Giorgio Bazzega ha due anni quando, il 15 dicembre 1976, il padre viene ucciso da Walter Alasia, giovane esponente delle Brigate Rosse, a sua volta ammazzato nel conflitto a fuoco che ne segue. Crescendo, questa perdita diventa una ferita, che nell’adolescenza si trasforma in un percorso segnato dalla tossicodipendenza e dal desiderio di vendetta. Al culmine della parabola di rabbia e sofferenza, Giorgio entra in contatto con il Gruppo dell’incontro, ispirato ai principi della Giustizia Riparativa e nato con l’intento di far dialogare vittime e responsabili della lotta armata. Inizia così per lui un percorso fatto di ascolto, rivelazioni e incontri impossibili, in cui l’umanità dell’altro apre una via di trasformazione. Ripercorrendo la storia di Giorgio, il film attraversa le ferite vive degli anni di piombo e mostra come il riconoscimento reciproco possa diventare il primo passo verso una guarigione, personale e collettiva.
Written by: Bianca Ferrari
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