Durante la Alice nella Città 2026 abbiamo parlato con Salvatore Mereu, regista del film Alberi Erranti presentato tra le Proiezioni Speciali della sezione. Il film, ambientato in una Sardegna paradossalmente difficile da collocare temporalmente e geograficamente, intreccia il racconto di una favola con questioni legate alla natura, all’educazione e alla convivenza, con scelte narrative che vertono sul modo in cui il paesaggio sardo, pur restando centrale, assume una dimensione meno riconoscibile rispetto ai lavori precedenti del regista. Ne emerge una riflessione sul valore dell’amore e del rispetto come possibili alternative alla prevaricazione.
L’intervista
Durante la conversazione per FRED Film Radio, il regista Salvatore Mereu sottolinea come la componente fantastica del film Alberi Erranti non sia un’aggiunta estranea alla storia: Mereu la riconduce alla materia del romanzo da cui il film è tratto, con una sfida, spiega, che si è manifestata anche nel trasformare in immagini un qualcosa che sulla pagina può essere accolta liberamente dal lettore. Il regista considera questa dimensione utile a leggere la realtà senza limitarsi alla sua registrazione a livello di cronaca, in un contrasto tra bene e male che risponde a una scelta precisa: offrire al pubblico una chiave per interpretare il mondo rappresentato. La favola, così, non allontana dai problemi concreti, ma li rende osservabili attraverso una forma anche simbolica.
Al centro del film Alberi Erranti c’è anche il confronto tra modi diversi di vivere e di rapportarsi agli altri, compresi coloro che non rientrano nei modelli dominanti degli standard canonici della società. Il regista Salvatore Mereu vede infatti nella velocità, nella paura del diverso e nella prevaricazione abitudini che rischiano di diventare normali, se non vengono messe in discussione. Per questo attribuisce importanza all’educazione al rispetto, sia verso le persone sia verso la natura, e alla possibilità di immaginare un futuro migliore. Questo tema cardine di Alberi Erranti si riflette anche nei rapporti tra genitori e figli: secondo il regista, imporre aspettative e disciplina non garantisce una crescita positiva, ma si dovrebbero piuttosto riconoscere l’indole e i desideri dei figli, senza chiedere loro di diventare ciò che i genitori sarebbero voluti diventare.
Plot
Piero Arca e suo figlio Giuliano vivono soli, ai margini della città, in una fattoria piena di animali feriti che raccolgono e curano. I Nonne, notabili del luogo, vogliono cacciarli perché vivono come vagabondi e perché mal sopportano che Emilio, il piccolo di casa, coltivi un’amicizia indecorosa proprio con Giuliano. Durante una nevicata, Piero scompare e gli animali vengono uccisi. Giuliano non ha altra scelta che mettersi alla ricerca del padre. Durante il suo viaggio, incontra Maddalena, che vive a sua volta con suo padre, il notaio Branca. Per entrambi è amore a prima vista anche se Maddalena è legata ai Nonne. Forse Giuliano sa come metterla in salvo. Vi è un luogo dove potrebbero nascondersi che Piero gli ha fatto conoscere fin da piccolo. Un luogo abitato da una piccola comunità di rifugiati…