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Bari International Film Festival

Bif&st 2026, i risultati della 17ª edizione e i vincitori Meridiana

todayMarch 30, 2026

Background
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Oltre 50mila presenze e un forte legame con il pubblico: il Bif&st 2026 si chiude puntando su identità culturale e apertura mediterranea.

Si è conclusa a Bari la diciassettesima edizione del Bif&st – Bari International Film&TV Festival, confermandosi uno degli appuntamenti culturali più radicati nel panorama italiano. I numeri raccontano una crescita significativa: oltre 50mila presenze complessive in otto giorni, con sale costantemente piene e numerosi eventi sold out in tutte le fasce orarie.

Il coinvolgimento del pubblico è stato trasversale, con una partecipazione che ha superato quella dell’edizione precedente e che ha trovato riscontro anche nei dati digitali. Il nuovo sito del festival ha registrato circa 28mila utenti attivi e oltre 500mila click, mentre i social hanno superato i 6 milioni di visualizzazioni.

A emergere è una dimensione ormai consolidata del festival come spazio condiviso tra cittadini, industria e istituzioni. Come ha sottolineato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, “teatri e cinema pieni, dalla mattina alla sera”, restituiscono l’immagine di un evento “democratico dove tutti sono parte dello stesso film”.

Il profilo europeo-mediterraneo secondo Oscar Iarussi

Al centro dell’edizione 2026, la linea editoriale definita dal direttore artistico Oscar Iarussi ha rafforzato il posizionamento del festival lungo un asse europeo e mediterraneo.

Nell’intervista a FRED Film Radio, Iarussi ha evidenziato come “la partecipazione della cittadinanza ha superato quella dello scorso anno”, sottolineando che il vero indicatore di successo non risiede nei numeri ma nella continuità di sale piene anche in orari meno centrali.

Il direttore ha inoltre ribadito l’importanza del festival come strumento di lettura del presente: un luogo capace di riflettere le tensioni geopolitiche, le migrazioni e le trasformazioni sociali che attraversano il Mediterraneo. Un approccio che privilegia l’identità territoriale rispetto alla sola attrattività turistica, valorizzando il cinema come dispositivo culturale e non soltanto come evento.

Il momento simbolo: Nuovo Cinema Paradiso al Petruzzelli

Tra gli eventi più significativi dell’edizione, Iarussi individua senza esitazione la proiezione di Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore accompagnata dall’orchestra del Teatro Petruzzelli.

“Stava piangendo l’intero teatro”, racconta il direttore, descrivendo un’esperienza collettiva che ha restituito al cinema la sua dimensione originaria di condivisione. Un momento che, nelle sue parole, non ha nulla di nostalgico, ma rappresenta “una possibilità alternativa rispetto alla realtà”, capace di sospendere il tempo e di ricostruire un rapporto più consapevole con l’esperienza cinematografica.

I Premi Meridiana: il cinema del Mediterraneo protagonista

La giuria, presieduta da Roberto Andò e composta da Diana Martirosyan, Giovanni Orlando, Fatma Sfar e Ahmed Shawky, ha assegnato i principali riconoscimenti della sezione Meridiana, dedicata a opere provenienti dall’area mediterranea.

Il premio per il miglior film è andato a Sorda – Il silenzio degli altri di Eva Libertad, riconosciuto per “la lettura elegante e profonda della condizione della diversità”.

Tra gli altri riconoscimenti:

  • Miglior regia a Hafsia Herzi per La Petite Dernière
  • Miglior interpretazione femminile a Doha Ramadan per Happy Birthday
  • Miglior interpretazione maschile a Álvaro Cervantes per Sorda – Il silenzio degli altri
  • Miglior contributo artistico a God will not help di Hana Jušić
  • Menzione speciale a Man of the House di Andamion Murataj

Prospettive future: tra classici e linea editoriale

Guardando alla prossima edizione, in programma dal 10 al 17 aprile 2027, Iarussi invita alla cautela, ma individua alcune possibili direzioni.

Tra queste, un rafforzamento delle retrospettive e una maggiore strutturazione editoriale del festival. “Faccio questo festival come se fosse un giornale”, afferma, suggerendo un’evoluzione che integri programmazione, pubblicazioni e approfondimento critico.

Particolare attenzione viene riservata anche alla riscoperta dei classici da parte delle nuove generazioni, un fenomeno osservato durante il festival e considerato strategico per il futuro.

Un festival tra comunità e visione culturale

Il Bif&st 2026 si chiude dunque come un’edizione che consolida il rapporto con il pubblico e rafforza una visione culturale precisa.

Non solo numeri in crescita, ma anche una piattaforma capace di mettere in dialogo territorio, memoria e contemporaneità. In un contesto internazionale segnato da tensioni e trasformazioni, il festival barese rivendica il ruolo del cinema come spazio di riflessione collettiva e di appartenenza condivisa.

Written by: Federica Scarpa

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