“Agon”, intervista al regista Giulio Bertelli
"Agon" di Giulio Bertelli è un film che esplora il postumano, l'intersezione tra tecnologia e corpo atletico, offrendo un'analisi coinvolgente e immersiva nel mondo dello sport.
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Durante la Sezione Settimana Internazionale della Critica all’82esima Mostra del Cinema di Venezia è stato presentato il cortometraggio “Marina”, per la regia di Paoli De Luca. Con la regista abbiamo parlato del simbolismo del cortometraggio, del suo approccio creativo e dei temi portanti dell’opera: identità di genere, adolescenza e la dimensione dello sguardo.
De Luca ha spiegato come il suo lavoro sia partito da un interesse spontaneo verso elementi come l’acqua, la natura e il senso di libertà che essa rappresenta. Proveniente dal Cilento, nel Sud Italia, ha voluto trasmettere attraverso “Marina” un contrasto tra ambienti naturali e ambienti borghesi, rappresentando una protagonista che esce dall’acqua, simbolo di sospensione e rinascita, in un contesto che unisce natura selvaggia e spazi di vita quotidiana.
L’acqua emerge come elemento centrale, rappresentando un luogo di transizione e introspezione. “L’acqua può rimandare al mare, al cielo, ma anche essere un elemento di sospensione del corpo e dello spirito”, ha sottolineato De Luca. La scena di uscita dall’acqua, con le gocce che cadono e il suono tattile delle bolle, crea un effetto sensoriale che arricchisce l’esperienza visiva. Questa attenzione ai dettagli sonori, che richiama anche tecniche di ASMR, rende lo spettatore immerso nella scena, spronandolo a desiderare un bagno o un momento di relax simile a quello che vive la protagonista.
De Luca ha evidenziato come la realizzazione di “Marina” sia stata guidata dall’intuizione piuttosto che da un piano predefinito preciso. La sceneggiatura è stata fluida, costruita attorno alla volontà di mettere insieme elementi diversi – natura, ambienti domestici, giovani che interagiscono con lo spazio – per creare un racconto sincero e genuino. Questa libertà creativa si riflette nell’autenticità del film, che mette in luce voci giovani desiderose di esprimersi.
Il cortometraggio si inquadra principalmente nel “coming of age”, ma si scorgono altre sfaccettature: tra romanticismo, adolescenza e un pizzico di horror, il film attraversa vari generi per arrivare a una narrazione che si concentra sulla scoperta di sé e sui cambiamenti interiori. L’approccio visivo e acustico enfatizza la tensione tra la purezza della natura e le influenze dell’ambiente circostante.
Marina, un anno dopo aver iniziato la sua transizione di genere, passa un weekend estivo a casa dell’amica Camilla. Tutti dicono a Marina quanto sia diventata bella, ma lei non si vede così, anzi, sente un confronto costante con il corpo di Camilla, che osserva e che ritrae sul suo taccuino. L’arrivo in casa di un’impetuosa presenza maschile, quella di Lorenzo e dei suoi amici, metterà a dura prova Marina, Camilla e la loro amicizia. Una sirena tra sogni ed ombre.
Written by: Bianca Ferrari
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