Presentato in anteprima al Riviera International Film Festival 2026 e nei cinema italiani dal 14 maggio con Europictures, “Quasi Grazia” diretto da Peter Marcias e con protagonista Laura Morante è un ritratto intimo di Grazia Deledda, una delle scrittrici italiane più influenti del primo Novecento. La pellicola si basa sul romanzo teatrale di Marcello Fois e ripercorre i momenti cruciali della vita di questa figura rivoluzionaria, ma dimenticata, valorizzandola come icona di forza e passione. La protagonista (che nel film è interpretata anche da Irene Maiorino e Ivana Monti) apre una finestra sulla sua lotta contro le convenzioni sociali e sulla sua innata passione per la letteratura, che la ha portata a sfidare le tradizioni sarde e italiane.
Il rapporto tra Grazia Deledda e la Madre
Il film esplora tre momenti cruciali della vita di Grazia Deledda, focalizzandosi sul rapporto complesso tra la scrittrice e sua madre, intesa anche come terra natale, la Sardegna. La narrazione evidenzia come la scrittrice abbia rotto gli schemi del rispetto sociale, dedicandosi senza riserve alla sua vera passione. La figura di Grazia emerge come esempio di coraggio e indipendenza, simbolo di una donna che ha saputo affermarsi in un’epoca dominata dai pregiudizi, con un vero e proprio spirito rivoluzionario.
Una figura femminile pionieristica
Il film celebra una figura femminile pionieristica, portando in scena non solo la storia di una scrittrice, l’unica italiana ad aver vinto il premio Nobel per la letteratura nel 1926, ma anche un messaggio di emancipazione. “Quasi Grazia” è un omaggio alla resilienza, al coraggio e alla passione di una donna che ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama culturale italiano.
Plot
Tre momenti cruciali scandiscono la vita della celebre scrittrice sarda Grazia Deledda: l’arrivo inaspettato di sua madre da Nuoro, le ore prima in cui vince il premio più prestigioso al mondo e gli attimi in cui un dottore la guarda negli occhi per trovare parole che non facciano troppo male. In mezzo, la vita tutta dell’unica donna italiana che ha vinto il Premio Nobel per la letteratura. Ed è seguendo con calore quella vita che si arriva poi a indagare sia il rapporto tra donne e letteratura che la questione femminile contemporanea.