PODCAST | Chiara Nicoletti intervista Federico Ferrone e Michele Manzolini, registi del film Il Varco.
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Dopo il Treno che va, presentato al Torino Film Festival, Federico Ferrone e Michele Manzolini hanno deciso di immergersi totalmente nel film di finzione costruito attraverso filmati di repertorio, ufficiali e amatoriali. Nasce cosi Il varco, presentato nella sezione Sconfini della 76esima Mostra del cinema di Venezia dove si narra la storia di un soldato italiano inviato sul fronte ucraino nel 1941. È un film popolato di spiriti grazie ai film di archivio che rappresentano vere vite passate in un parallelismo tra presente e passato che corrono su binari paralleli.
Il Varco: 1941, un soldato italiano parte per il fronte sovietico. L’esercito fascista è alleato di quello nazista, la vittoria appare vicina. Il convoglio procede tra i canti e le speranze. La mente del soldato torna alla malinconia delle favole raccontategli dalla madre russa. A differenza di molti giovani commilitoni, lui ha già conosciuto la guerra, in Africa, e la teme. Il treno attraversa mezza Europa, avventurandosi nello sterminato territorio ucraino. All’arrivo dell’inverno l’entusiasmo cade sotto i colpi dei primi morti, del gelo e della neve. I desideri si fanno semplici: non più la vittoria, ma un letto caldo, del cibo, tornare a casa. L’immensa steppa spazzata dalla tormenta sembra popolata da fantasmi.
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