Quando le è stato proposto di scrivere “Supersex”, la serie su Rocco Siffredi targata Netflix, Francesca Manieri pensava che il suo produttore la stesse prendendo in giro. E, invece, era tutto vero. A convincerla ad accettare questa sfida è stata poter uscire dall’idea che l’orizzonte narrativo delle sceneggiatrici sia limitato solo a parlare di donne e bambini”, ci dice dal Riviera International Film Festival 2024, dove a fianco dell’attrice Gaia Messerklinger ha tenuto un incontro pubblico per parlare della serie.
Da persona a personaggio
“Mi è stata data la possibilità di raccontare il maschile, di fare un’indagine sulla tossicità del maschile – spiega ancora Manieri – Partire da una persona e trasformarla in un personaggio è stato un privilegio. Calvino diceva: quando scrivi hai due possibilità: la prima è riprodurre il caos della vita, l’altra è cercare di dare un ordine a quel caos. Ed è quello che fa il cinema“.
“Camere separate” con Luca Guadagnino
La sceneggiatrice ha recentemente lavorato insieme a Luca Guadagnino (con il quale aveva già scritto la miniserie “We Are Who We Are“) all’adattamento per il grande schermo di “Camere separate“, romanzo di Pier Vittorio Tondelli. “Quel libro è un capolavoro assoluto della letteratura italiana. Un paio di anni fa a Natale mandai qualche riga del libro a Luca e lui mi disse: è il nostro prossimo film. Aveva comprato i diritti del romanzo“, conclude Francesca Manieri, che a breve inizierà a lavorare alla trasposizione di un altro romanzo, un progetto internazionale ancora top secret.