Nel 1983 Franca Rame e Dario Fo diedero alla luce un testo dissacrante per l’epoca, “Coppia aperta quasi spalancata”, capace di scuotere la società parlando della libertà sessuale della donna in un contesto borghese in cui il tradimento è consentito solo all’uomo. Ora Chiara Francini, dopo averlo portato in giro per i teatri italiani, ha avuto l’intuizione di trasformarlo in un film diretto da Federica Di Giacomo – con cui filma la sceneggiatura a sei mani insieme a Mario Sesti – che si muove tra realtà e finzione. Presentato come evento speciale di apertura delle Giornate degli Autori 2024 e in sala dal 29 agosto con I Wonder Pictures.
Un viaggio alla ricerca dell’amore, in ogni sua forma
Il punto di partenza di “Coppia aperta quasi spalancata” – che Chiara Francini produce con la casa di produzione Nemesis fondata insieme a Pierfrancesco Pisani, Fredrik Lundqvist e Fabio Morgan – è proprio il testo del 1983. Così innovativo e audace rispetto al contesto storico e sociale in cui ha preso vita da essere ancora moderno. “È anche il motivo per cui abbiamo deciso di fare il film. Esattamente come succede con Shakespeare, i testi diventano classici quando sono sempre attuali. Il testo racconta proprio di questa sempiterna favola o di questo sempiterno martirio che è l’amore quando è coppia. Ho pensato: ‘Ma oggi, dopo 40 anni, come stiamo? Quali sono i modi nei quali gli esseri umani cercano di agguantarlo questo amore?’. E quindi, come una sorta di novella Virgilio, mi sono addentrata in questo mondo di poliamorosi e sex positive. Un viaggio che abbiamo fatto io e Alessandro Federico, mio partner teatrale e nel film, in un’umanità straordinaria. E alla fine di questo viaggio la consapevolezza è che si scelga la monogamia o il poliamore, siamo tutti così disperatamente affamati di felicità e soprattutto di prenderlo e raggiungerlo questo amore”.
Un film che non lascia indifferenti
“Coppia aperta quasi spalancata” non vuole dare risposte quando sollevare dubbi, aprile al confronto. Lo stesso che nasce alla fine delle repliche teatrali in cui gli spettatori si confrontano sulle proprie opinioni. “È l’augurio che tutti noi facciamo a questo film, ovvero che dopo la visione si possa dibattere, si possa dialogare”, commenta Chiara Francini. “Perché è un affresco e quindi che tu sia monogamo o poliamoroso vedi la rappresentazione di esseri umani che possono aver fatto la tua stessa scelta o diversa. Ma la consapevolezza è che entrambe possono essere giuste o sbagliate e che devono sempre partire dall’ascolto di sé”.
Plot
Un film sul desiderio di felicità tratto dallo spettacolo di Franca Rame e Dario Fo. Chiara, attrice e scrittrice di successo, porta in scena da anni il testo di Coppia aperta quasi spalancata, che racconta la sempiterna favola o il sempiterno martirio dell’amore quando è coppia, o quando si diventa molti di più. È la storia di Antonia, alla quale il marito propone di spalancare la coppia. Lei accetta pur di non perdere l’uomo, ma tutto cambia nel momento in cui comincia ad ascoltarsi e guardare oltre il divano di casa. Così Chiara/Antonia – divisa fra il suo compagno Fredrik e il suo partner in crime e in scena Alessandro – decide di scoprire un universo, figlio della coppia aperta degli anni Settanta, fatto di poliamorosi, di giovani (e meno giovani) “contro” la monogamia, di femministe e party sex positive. Un viaggio dentro se stessa, la vita e i suoi affetti, farcito delle domande, dei dubbi, delle risate e delle granitiche certezze a cui tutti noi ci appigliamo per non tracimare.