Abbiamo incontrato il cast del film “La Gioia“, in selezione alle Giornate Degli Autori. Con il regista Nicolangelo Gelormini e gli interpreti Valeria Golino, Jasmine Trinca, Saul Nanni e Francesco Colella abbiamo parlato del film, intenso e controcorrente. Il film “La Gioia” porta gli spettatori in un viaggio nel mondo fragile delle emozioni, affrontando tematiche di amore, sofferenza e ricerca di sé con intensità e autenticità.
Una narrazione ispirata a una cronaca reale
“La Gioia” nasce da una sceneggiatura solida, basata su fatti di cronaca. Nicolangelo Gelormini spiega che l’elemento che lo ha colpito più di ogni altro è stato il titolo stesso, che suggerisce una volontà di rappresentare un sentimento – la gioia – percepita tra le pieghe di un’esistenza apparentemente ordinaria, ma segnata da contrasti forti. “C’era questa volontà di agganciare anche solo per un attimo questo sentimento da parte della protagonista, una donna mite e ai margini della società, e il desiderio di uscire dalla sua insoddisfazione,” commenta.
Il personaggio di Valeria Golino incarna questa ricerca di autenticità e di una vita sfuggente. La sua figura, chiusa in un bozzolo di oppressione famigliare e conformismo sociale, si apre a un’esperienza che le permette di riscoprire un briciolo di gioia e di desiderio di vita. La connessione con il ragazzo interpretato da Saul Nanni rappresenta per lei un’occasione di rinascita, anche se il destino le riserva un epilogo drammatico.
La rappresentazione fisica oltre che emotiva dei personaggi è fondamentale
Una delle caratteristiche di “La Gioia” è l’attenzione alla trasformazione fisica degli attori, che diventa un modo per enfatizzare l’evoluzione interiore dei personaggi. Jasmine Trinca, ad esempio, ha adottato un approccio fisico molto intenso, attraverso un lavoro di movimento e di presenza scenica, per esprimere il passaggio dal comportamento circoscritto e invisibile a un’esplosione di emozioni e bisogni repressi. Similmente, Saul Nanni ha interpretato un personaggio dalle molteplici sfaccettature, un ragazzo dal passato complesso, incapace di trovare un proprio equilibrio e volto a rappresentare le oscurità più profonde, senza filtri né compromessi. La sua interpretazione rivela un uomo vuoto, alla deriva di un’esistenza senza speranza, che utilizza gli altri per un’esigenza di sopravvivenza psicologica.
Il lavoro attoriale e la resa estetica
Particolarmente significativa è anche la capacità degli attori di trasformarsi fisicamente per adattarsi alle storie che interpretano. Valeria Golino, Jasmine Trinca, e Saul Nanni sono stati coinvolti in un lavoro di profondità che li ha portati oltre le proprie convinzioni estetiche, per interpretare personaggi che incarnano le varie sfumature di disperazione e speranza alla base del film. “Un ruolo come questo, diretto da una mano come quella di Nicolangelo, ti permette di immergerti completamente nel personaggio, anche nei momenti più difficili o brutti,” commenta Jasmine Trinca, sottolineando quanto questa esperienza sia stata arricchente e formativa.
“La Gioia” si presenta così come un’opera cinematografica che affronta con sincerità e coraggio le profondità dell’animo umano, rivelando come la ricerca di gioia e autenticità possa diventare una sfida ardua, ma imprescindibile per chi desidera scoprire chi si è davvero.
Plot
Gioia è un’insegnante di liceo che non ha mai conosciuto l’amore, se non quello opprimente dei genitori, con cui vive ancora. Tra gli studenti della sua scuola c’è Alessio, un ragazzo, che usa il suo corpo come uno strumento per rimediare qualche centinaio di euro e aiutare sua madre, cassiera in un supermercato. Tra Alessio e Gioia nasce un legame proibito, fragile e inspiegabilmente necessario per entrambi. Ma il desiderio di un riscatto sociale e umano per Alessio è un veleno silenzioso che gli impedisce di farsi conquistare definitivamente dalla dolcezza disarmante di Gioia. Così, distrugge tutto e cancella l’unica
persona che lo abbia mai amato.