Sorrentino, Soldini e Sossai dominano le candidature della 71ª edizione. Cerimonia il 6 maggio a Cinecittà
I David di Donatello 2026 entrano nella loro fase decisiva con un elenco di candidature che premia in modo netto il cinema d’autore italiano. In testa c’è Le città di pianura di Francesco Sossai, con 16 candidature, seguito da La grazia di Paolo Sorrentino, con 14, e da Le assaggiatrici di Silvio Soldini, con 13. Più indietro, ma ancora molto presenti nella geografia della selezione, Duse, Fuori e La città proibita, tutti con 8 candidature.
Le candidature riguardano i film usciti nelle sale italiane nel corso del 2025 e votati dai giurati dell’Accademia tra il 1° e il 15 marzo 2026. La cerimonia della 71ª edizione si svolgerà mercoledì 6 maggio in diretta su Rai 1 dagli Studi di Cinecittà, con trasmissione anche su Rai Radio2 e RaiPlay.
Pierpaolo Capovilla, Filippo Scotti e Sergio Romano in Le città di Pianura
I cinque film in corsa per il premio principale
La cinquina per il Miglior Film comprende Cinque secondi di Paolo Virzì, Fuoridi Mario Martone, La grazia di Paolo Sorrentino, Le assaggiatrici di Silvio Soldini e Le città di pianura di Francesco Sossai. È una selezione che fotografa una stagione segnata da autori già consolidati e da un titolo, quello di Sossai, che si impone come la vera sorpresa di questa edizione.
Durante la conferenza stampa a Cinecittà, Piera Detassis ha letto proprio in questa direzione il voto dell’Accademia: “Questa edizione ha decisamente con forza premiato gli autori”. La presidente e direttrice artistica ha citato esplicitamente “Sorrentino, Martone, Soldini, Virzì, Mainetti”, ma ha anche indicato “la grande affermazione del film di Francesco Sossai, Le città di pianura”, definendola il segnale più evidente arrivato dalla giuria.
Il duello simbolico tra La grazia e Le città di pianura
Nel suo intervento, Detassis ha proposto una chiave di lettura precisa della selezione. Da una parte La grazia, che racconta “il Palazzo della Repubblica”, l’istituzione e una certa idea di Italia. Dall’altra Le città di pianura, che mette in scena “un racconto di marginalità felice” in un Nordest lontano dal mainstream. È una contrapposizione solo apparente, perché entrambe le opere, nelle parole della presidente, riportano al centro “la creatività italiana” e la forza del cinema nazionale.
Il dato numerico conferma questa centralità. Le candidature sono distribuite su 29 film, un risultato che allarga la base del riconoscimento e segnala una stagione più diffusa rispetto agli anni recenti. Detassis ha anche sottolineato un altro dato rilevante: il 94 per cento dei giurati ha votato, “un record assoluto” che indica una partecipazione molto alta della comunità cinematografica.
Attori, registe esordienti e i segnali del settore
Detassis ha richiamato anche il tema della presenza femminile. Se nelle cinquine per film e regia non compaiono registe, la categoria del miglior esordio alla regia presenta quattro registe su cinque candidate, un elemento che la presidente ha definito significativo e capace di aprire una riflessione sugli spazi produttivi concessi alle autrici.
Cinecittà, la Rai e il racconto industriale del cinema
La conferenza stampa ha insistito in modo particolare sul valore industriale del settore. Il sottosegretario del Ministero della Cultura, Lucia Borgonzoni, ha definito il cinema italiano “un cinema che è sano” e ha rivendicato il ritorno del pubblico verso i titoli nazionali. Il Presidente ed Amministratore delegato di Cinecittà S.p.A., Manuela Cacciamani, ha annunciato che la cerimonia si terrà nel Teatro 23 di Cinecittà, uno spazio nuovo che verrà inaugurato proprio il giorno dei David: “Cinecittà è la casa di tutti noi… abbiamo lavorato fino all’ultimo per rendere possibile questo risultato”. Williams Di Liberatore, Direttore Intrattenimento Prime Time Rai, ha inoltre confermato la conduzione televisiva di Bianca Balti e Flavio Insinna, definendo il format della serata “un ibrido tra tutta la parte della premiazione, tutta la parte istituzionale, però con degli innesti di show”. In questo contesto, Insinna rappresenta “una conduzione che sia da una parte rigorosa… che sappia tenere bene la scaletta perché ci vuole anche una rigidità di ritmo”, mentre Balti introduce “una freschezza e soprattutto qualcuno che è abituato a esportare l’italianità verso l’estero”.
Nel frattempo, è già stato assegnato il David dello Spettatore a Buen Camino di Gennaro Nunziante con Checco Zalone, riconoscimento calcolato in base al numero di presenze in sala.
Tutti i candidati
Miglior Film
Cinque secondi – Paolo Virzì
Fuori – Mario Martone
La grazia – Paolo Sorrentino
Le assaggiatrici – Silvio Soldini
Le città di pianura – Francesco Sossai
Miglior Regia
Fuori – Mario Martone
La città proibita – Gabriele Mainetti
La grazia – Paolo Sorrentino
Le assaggiatrici – Silvio Soldini
Le città di pianura – Francesco Sossai
Miglior Esordio alla Regia
Breve storia d’amore – Ludovica Rampoldi
Gioia mia – Margherita Spampinato
La vita da grandi – Greta Scarano
Paternal Leave – Alissa Jung
Tienimi presente – Alberto Palmiero
Miglior Sceneggiatura Originale
Cinque secondi – Francesco Bruni, Carlo Virzì, Paolo Virzì
Duse – Letizia Russo, Guido Silei, Pietro Marcello
Gioia mia – Margherita Spampinato
La grazia – Paolo Sorrentino
Le città di pianura – Francesco Sossai, Adriano Candiago
Miglior Sceneggiatura Non Originale
40 secondi – Vincenzo Alfieri, Giuseppe G. Stasi
Elisa – Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero, Valia Santella
Fuori – Mario Martone, Ippolita Di Majo
Le assaggiatrici – Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda, Ilaria Macchia
Primavera – Ludovica Rampoldi
Miglior Produttore
Duse – Carlo Degli Esposti, Nicola Serra, Marco Grifoni, Benedetta Cappon
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