La passione e la visione di un esperto del cinema internazionale
Alla Festa do cinema italiano di Lisbona abbiamo fatto una chiacchierata sul ruolo del critico cinematografico con Lorenzo Codelli che ha condiviso con noi il suo percorso e le sue prospettive sul cinema mondiale, sottolineando quanto sia importante mantenere vivo il legame con il passato per comprendere il presente.
Artigiano di parole e mmmagini
Lorenzo Codelli sottolinea che il suo amore per il cinema nasce fin dall’infanzia, grazie alle visite frequenti ai cinema di Trieste e all’interesse crescente nei festival internazionali. La sua esperienza sul campo permette di riconoscere le caratteristiche che rendono un festival di cinema importante: varietà di film, ricchezza culturale e capacità di riflettere i mutamenti sociali. La rassegna che la Festa do cinema italiano di Lisbona propone per questa edition 2026 sul cinema transfrontaliero Italia e Slovenia ne è un esempio concreto, con film che approfondiscono radici e identità condivise. Questa sezione del festival nasce dalla collaborazione tra la Festa do cinema italiano di Lisbona e Kinoatelje. La rassegna testimonia il patrimonio cinematografico della regione tra Slovenia e Italia, esplorando le storie di vita lungo la frontiera non come divisione ma come spazio di transizione e di incontro.
Testimonianza storica e culturale
Lorenzo Codelli evidenzia come il cinema d’autore abbia subito trasformazioni, ma mantenga intatto il suo valore, ricordando pietre miliari come la Nouvelle Vague, e sottolinea l’importanza di conoscere il passato per interpretare il cinema contemporaneo. Dalla riflessione sulla crisi del cinema italiano alle novità mondiali come le opere di Paul Thomas Anderson, si percepisce come l’esperienza e la nostalgia contribuiscano a una visione più profonda e consapevole dell’arte cinematografica.
Lorenzo Codelli si conferma come un custode di storie, capace di interpretare e valorizzare il cinema in tutte le sue forme, mantenendo vivo il dialogo tra passato e presente in un panorama sempre più globale. La sua prospettiva dimostra quanto il ruolo del critico rimanga centrale nel definire il senso e l’evoluzione di questa settima arte.