Presentato Teatro La Fenice di Venezia, nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica 2026, il cortometraggio Un passo alla volta, scritto da Martina Ferragamo e Simone Coppo, diretto da Simone Coppo, prodotto da Image Hunters e presentato da Ferragamo. Accanto a Martina Ferragamo, il cast riunisce Margherita Buy, Francesco Colella e Francesco Centorame.
Il cinema come filo rosso della storia
Per Simone Coppo volontà di celebrare il cinema, riconnettendo due epoche distanti di un secolo, motiva il suo lavoro creativo. La dimensione metacinematografica del film serve a mostrare il cinema come spazio anticonvenzionale e libero, un luogo di espressione senza limiti di epoca. L’autore sottolinea come lo sviluppo del progetto sia legato all’amore per questa storia e per il cinema stesso, che diventa un grande filo rosso che unisce passato e presente. La narrazione, inoltre, intende essere universale, affiancando una storia personale a un racconto condiviso che dà voce a più punti di vista.
La dimensione autoironica
La dimensione autoironica emerge attraverso scene leggermente umoristiche, come quella dei due macchinisti che commentano il cognome del protagonista: un modo per alleggerire il racconto e liberarsi da un ulteriore fardello narrativo. La presenza di elementi come le scarpe rosse, che fungono da macchina del tempo e simbolo di attraversamento tra epoche, sottolinea l’uso della fantasia e del sogno per comunicare emozioni e ricordi. La scarpa diventa un elemento centrale, simbolo dell’eredità cinematografica (Il mago di Oz) e famigliare (le scarpe rosse di Salvatore Ferragamo).
L’emozione di un racconto tra passato e presente
Martina Ferragamo condivide il suo punto di vista personale su come il progetto l’abbia profondamente coinvolta emotivamente. Attraverso il ruolo, ha potuto conoscere meglio il nonno e la nonna, interpretata da lei, entrambi con fondamenta forti nel mondo del cinema. La scoperta di questi personaggi, che lei ha incontrato a distanza di tempo grazie alla narrazione, le ha offerto un’opportunità unica di avvicinarsi alle proprie radici e di vedere come il cinema possa creare delle condizioni impossibili nella vita reale ma realizzabili sul piano cinematografico. Ferragamo sottolinea come il film permetta di sciogliere il confine tra sogno e realtà, offrendo uno strumento di memoria e di riconnessione con le proprie origini.
Plot
Martina, attrice, arriva su un set per girare un film dedicato alla propria famiglia. Ma, mentre le riprese prendono forma, il confine tra realtà e immaginazione comincia a sfumare, trascinandola in un viaggio sospeso tra passato e presente. Attraversata dai ricordi, Martina si confronta con ciò che riceviamo da chi ci ha preceduto e con ciò che scegliamo di portare con noi, cercando di trasformare quella storia in qualcosa di autenticamente proprio. Un racconto sul primo gesto necessario per trasformare il passato in futuro: cominciare, un passo alla volta.