Giornate degli Autori - Venezia
“Waiting for Ken Loach”, intervista al regista Simone Amendola
Waiting for Ken Loach di Simone Amendola, alle Giornate degli Autori a Venezia 2026: la storia di un cinema riaperto dai ragazzi di Mesagne.
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Giornate degli Autori - Venezia
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"Anatomia di un ritratto", intervista a Francesco Clerici e Mattia Colombo Elvira Del Guercio
Tra i titoli più originali di questa edizione delle Giornate degli Autori c’è Anatomia di un ritratto, il documentario di Francesco Clerici e Mattia Colombo dedicato a Fernanda Wittgens, prima donna a dirigere un museo italiano e figura chiave dell’antifascismo culturale del nostro paese. Il film sceglie una strada poco battuta per raccontare una vita così densa e così poco documentata, cioè un dialogo teatrale tra l’attrice Sara Drago e la storica Giovanna Ginex, filmato quasi come un esperimento a due voci.
È proprio questa scelta a rendere il progetto interessante. Con Wittgens si sapeva ormai poco, raccontano i due registi, e proprio per questo hanno pensato che il modo più efficace per avvicinarsi alla sua figura fosse passare attraverso l’intimità del gioco teatrale, piuttosto che affidarsi alla sola voce della ricostruzione documentaristica. Drago diventa il corpo e la voce di ricordi altrimenti sfuggenti, mentre Ginex agisce quasi da guida, da tramite tra il presente di chi guarda e il passato di chi è stato dimenticato.
Dietro la macchina da presa, Clerici e Colombo raccontano di aver lavorato con un metodo volutamente arretrato rispetto al processo creativo: pur avendo scritto il soggetto insieme a Giulia Cosentino, si sono messi al servizio del gioco scenico tra le due interpreti, lasciando spazio all’imprevisto piuttosto che imporre un percorso rigido. Lo stesso principio orizzontale ha guidato anche il montaggio, affidato a Ilaria Fraioli e Serena Pighi: una scelta non casuale, pensata per mantenere sul film uno sguardo femminile, contemporaneo e critico, capace di restituire un’immagine aggiornata di Wittgens piuttosto che una semplice commemorazione.
Se c’è un filo che lega tutto il progetto, è la convinzione che questa storia parli ancora moltissimo al presente. Fernanda Wittgens è stata una figura di impegno civile prima ancora che una storica dell’arte, e i due autori sperano che il film possa arrivare anche a un pubblico giovane, fuori dai circuiti abituali della sala cinematografica: da qui la scelta di pensare a un’opera accessibile, quasi pop nel linguaggio, capace di raggiungere studenti e festival senza le barriere che spesso separano cinema d’autore e grande pubblico. L’ambizione, dichiarano, è che “Anatomia di un ritratto” diventi anche un’occasione per discutere del ruolo delle istituzioni culturali e del loro peso politico — mantenendo viva, nel farlo, la memoria di una donna che ha attraversato la storia italiana da una posizione tutt’altro che marginale.
Fernanda Wittgens entra a Brera nel 1928 e in pochi anni diventa direttrice della Pinacoteca. Coraggiosa e visionaria, durante la guerra salva le opere d’arte dai bombardamenti, aiuta perseguitati politici e famiglie ebree a fuggire dal regime e, per il suo impegno antifascista, viene incarcerata. Dopo la Liberazione ricostruisce Brera e difende un’idea di museo aperto e accessibile a tutti. Nonostante il valore pionieristico della sua opera, dopo la morte viene dimenticata. Da questa assenza nasce il dispositivo del film: attraverso l’attrice Sara Drago, che dà voce e corpo alle sue lettere, e la storica dell’arte Giovanna Ginex, i registi costruiscono uno spazio collaborativo in cui memoria, interpretazione e presente si intrecciano. Fernanda, pur invisibile, diventa una presenza viva.
Written by: Elvira Del Guercio
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