Gianni Amelio torna in concorso a Venezia, all’81 Mostra d’arte Cinematografica con il suo quindicesimo film, “Campo di Battaglia“.
SceglieAlessandro Borghiaffiancato da Gabriel Montesi e Federica Rosellini per una storia liberamente tratta dallo da romanzo La Sfida di Carlo Patriarca, edito da BeatBestSeller.
Ambientato sul finire della Prima Guerra Mondiale, “Campo di Battaglia” racconta di un ufficiale medico pervaso dal dubbio: seguire l’imperativo “La Guerra è un dovere” oppure aiutare chi non vuole andare a morire al fronte?
Gianni Amelio e Alessandro Borghi, sulla scia dell’esperienza nel film, si interrogano su come e se si possa interrompere il ciclo delle guerre.
“Se bastasse un film per fermare per 5 minuti una guerra, allora dovremmo fare un film al giorno. Sempre. Continuamente” riflette Amelio.
Plot
Sul finire della Prima guerra mondiale. Due ufficiali medici, amici d’infanzia lavorano nello stesso ospedale militare, dove ogni giorno arrivano dal fronte i feriti più gravi. Molti di loro però si sono procurati da soli le ferite, sono dei simulatori, che farebbero di tutto per non tornare a combattere. Stefano, di famiglia altoborghese, con un padre che sogna per lui un avvenire in politica, è ossessionato da questi autolesionisti e, oltre che il medico, fa a suo modo lo sbirro. Giulio, apparentemente più comprensivo e tollerante, non si trova a proprio agio alla vista del sangue, è più portato verso la ricerca, avrebbe voluto diventare un biologo. Anna, amica di entrambi dai tempi dell’università, sconta il fatto di essere donna. A quei tempi, senza una famiglia influente alle spalle, era difficile arrivare a una laurea in medicina. Ma lei affronta con grinta un lavoro duro e volontario alla Croce Rossa. Qualcosa di strano accade intanto tra i malati: molti si aggravano misteriosamente. Forse c’è qualcuno che provoca di proposito delle complicazioni alle loro ferite, perché i soldati vengano mandati a casa, anche storpi, anche mutilati, purché non tornino in battaglia. C’è dunque un sabotatore dentro l’ospedale, di cui Anna è la prima a sospettare. Ma sul fronte di guerra, proprio verso la fine del conflitto, si diffonde una specie di infezione che colpisce più delle armi nemiche. E presto contagia anche la popolazione civile...
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