“Clorofilla è un film sulla comprensione reciproca che viene spiegata attraverso le leggi della natura” queste le parole di Sarah Short a descrivere “Clorofilla“, opera prima di Ivana Gloria di cui è protagonista insieme a Michele Ragno e presentata alla 21esima edizione di Alice nella città in Panorama Italia.
Apollo e Dafne
“Clorofilla” è adattamento del mito Ovidiano di Dafne attraverso la metamorfosi di Maia (Sarah Short), ragazza di città dal sangue e dai capelli verdi, con fiori indaco che le crescono in testa. Teo (Michele Ragno) è il giovane che vive da solo nel suo casale immerso in un aranceto. Le due solitudini si incontrano, si mescolano e si comprendono. Nascono profumi unici e un sentimento profondo, che aiuterà Maia a compiere la sua mutazione in Natura.
“La natura è conciliante ma conflittuale, imprevedibile perché a volte ci sovrasta” conferma Sarah Short, alla sua prima esperienza da protagonista. L’attrice racconta anche il suo primo incontro con la regista Ivana Gloria e il secondo ancora più fortunato, avvenuto per caso, che le ha fatto avere la parte.
Un film nel silenzio
In “Clorofilla” ci sono tante riflessioni, da quella esistenzialista ed ambientalista sulla natura a quella più complicata della sessualità, tema arduo da mettere in scena e declinare in maniera efficace ma intima.
L’opera prima di Ivana Gloria compie un lavoro sul corpo all’insegna della delicatezza, niente è urlato anche se c’è sofferenza e a tratti violenza. Tutto è toccante.
Michele Ragno spiega come si è riusciti nell’intento: “Io e Sarah abbiamo lavorato sul contatto umano, immersi nella natura. La delicatezza del film ne è stata frutto”.
“Clorofilla è stato un film vissuto dall’intera troupe, in una Sardegna incontaminata “come una sospensione dal tempo e nel silenzio travolgente e assordante, che entra nel cuore”, conclude Sarah Short.
Scritto da Marco Borromei, “Clorofilla” è prodotto da Albedo Production di Cinzia Salvioli e DO Consulting & Production di Daniele Orazi.
Plot
È notte, una ragazzina corre nel bosco. Il rumore della terra e dei rami spezzati sotto i suoi piedi accompagna un respiro affannoso verso l’unico luogo sicuro, tra le braccia della natura. Maia è ora una giovane donna, i suoi capelli e il suo sangue sono naturalmente verdi e un’attrazione inspiegabile la porta insistentemente a cercare un contatto con la natura, gli alberi, i fiori. Questo è anche il mondo di Teo, che con la sua timidezza e i segreti della sua serra le starà vicino e la aiuterà ad affrontare l’abbandono della sua forma umana per diventare essa stessa Natura. Un’intesa fatta di amicizia, comprensione, attrazione, dove l’incontro tra la forma umana e quella vegetale è forse il vero amore che nessuno dei due ha conosciuto.