Piazza e Grassadonia: “un film che si confronta con le conseguenze del dominio culturale, politico, economico della Mafia nell’ultimo trentennio in Sicilia”
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“Iddu”, intervista ai registi Fabio Grassadonia e Antonio PiazzaChiara Nicoletti
Fabio Grassadonia e Antonio Piazza arrivano finalmente in concorso alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, edizione 81, con “Iddu”.
Il film chiude la trilogia siciliana sulla Mafia e la criminalità organizzata che affligge la Sicilia, iniziata con “Salvo” e proseguita con “Sicilian Ghost Story”, entrambi presentati a Cannes.
“Iddu” trova ispirazione iniziale nei numerosi pizzini ritrovati nel corso degli anni di latitanza di Matteo Messina Denaro, prima del suo arresto. In questo carteggio emergeva la sua personalità, diversa da quella che ci aspettava e molto lontana da quella dei più famigerati boss mafiosi come Toto Riina.
Fabio Grassadonia e Antonio Piazza trasportano sul grande schermo uno specifico carteggio iniziato nel 2004 tra Messina Denaro e un ex sindaco del suo paese d’origine, corrispondenza incaricata a quest’ultimo dai servizi segreti per individuare il covo del latitante.
Trasformano il sindaco in un ex preside colluso con la Mafia e appena uscito di prigione e gli regalano volto e fattezze di Toni Servillo.
Dall’altro lato della barricata, “Iddu”, Matteo, è interpretato da Elio Germano.
In attesa di conoscere il verdetto sul concorso di Venezia, “Iddu” ha già vinto il Premio Francesco Pasinetti 2024 per il miglior film italiano proposto alla Mostra 81. assegnato a Venezia dai Giornalisti Cinematografici SNGCI e il Premio Carlo Lizzani, giunto alla 10° edizione.
Plot
Dopo alcuni anni in prigione per mafia, Catello, politico di lungo corso, ha perso tutto. Quando i Servizi Segreti italiani gli chiedono aiuto per catturare il suo figlioccio Matteo, ultimo grande latitante di mafia in circolazione, Catello coglie l'occasione per rimettersi in gioco. Uomo furbo dalle cento maschere, instancabile illusionista che trasforma verità in menzogna e menzogna in verità, Catello dà vita a un unico quanto improbabile scambio epistolare con il latitante, del cui vuoto emotivo cerca d’approfittare. Un azzardo che con uno dei criminali più ricercati al mondo comporta un certo rischio…
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