Pasquale Scimeca presenta “Il Giudice e il boss”, il suo ultimo lavoro, nella cornice del Teatro Antico di Taormina, alla 70esima edizione del Taormina Film Fest.
Come il titolo lascia facilmente presagire, il film segna il ritorno, a 25 anni da Placido Rizzotto, per Scimeca sui temi della lotta alla Mafia.
Pasquale Scimeca con “Il Giudice e il boss” va dritto alle origini di tutto a ricordare, raccontare e rappresentare Il giudice Cesare Terranova e il poliziotto Lenin Mancuso, gli antesignani della lotta, coloro che hanno dettato le basi e il modello da cui hanno attinto i più conosciuti Falcone, Borsellino tra i giudici e poliziotti di squadre mobili come Ninni Cassarà.
“Terranova e Mancuso sono stati quelli che hanno capito prima degli altri in che modo si stava evolvendo la mafia e soprattutto qual era il percorso che stava seguendo” racconta Pasquale Scimeca che si rivolge alle coscienze dei suoi colleghi registi e autori. Non bisogna rendere protagonisti i mafiosi per evitare un processo di mitizzazione ma l’obiettivo degli artisti, nel rispetto delle libertà creative, deve essere quello di raccontarli nel privato, nella disperazione, nella verità e nelle debolezze.
Plot
Il Giudice e il Boss racconta la storia del giudice Cesare Terranova e del maresciallo di polizia Lenin Mancuso impegnati in una lotta epica contro il male, impersonato dal boss Luciano Liggio e dagli uomini corrotti delle Istituzioni.
Una storia del nostro tempo, culminata con il processo che, per legittima suspicione, si tenne a Bari nell’estate del 1969, e che vide dietro le sbarre i boss e i picciotti della spietata mafia dei Corleonesi.
Se, il processo di Bari, istruito dal giudice Terranova, dopo dieci anni di indagini svolte assieme al maresciallo Mancuso, al vicebrigadiere Agostino Vignali e al colonnello dei carabinieri Ignazio Milillo, si fosse concluso con la condanna di Luciano Liggio, Totò Riina, Binno Provenzano e gli altri 62 picciotti del clan dei Corleonesi, quante morti innocenti, quante stragi si sarebbero potute evitare?
Ma le cose sono andate diversamente e il giudice Terranova fu lasciato solo, umiliato e offeso, a combattere contro i mulini a vento…