Debutta alla regia di un lungometraggio l’attrice Alissa Jung con “Paternal Leave“, alla 75esima Berlinale in Generation.
Girato tra Italia e Germania e per questo co-produzione tra i due paesi, il film vede protagonisti la giovane e grande promessa, Juli Grabenhenrich e la punta di diamante del cinema italiano, Luca Marinelli.
Nel ruolo di un padre e una figlia 17enne che si conoscono per la prima volta, i due si ritrovano nel momento in cui per entrambi c’è un percorso di definizione di se stessi da fare.
Leo (Grabenhenrich), una volta scoperto di avere un padre, per trovare quel famoso posto nel mondo, necessario per oltrepassare la linea d’ombra da infanzia a età adulta, deve capire da dove viene.
Paolo (Marinelli) sta tentando di nuovo di essere un compagno e un padre per la piccola Emilia.
Alissa Jung con “Paternal Leave“, in uscita anche nelle sale italiane prossimamente con Vision, indaga sulla paternità , sulla genitorialità e si interroga sul fatto che forse non c’è un solo modo di fare le cose, non c’è una vera decisone giusta.
Nel film la comunicazione spesso avviene senza parole, per gesti, momenti di un silenzio che parla e poi ci sono gli abbracci, segno che anche i legami di sangue possono avere valenza.
Plot
Leo ha 15 anni ed è cresciuta in Germania senza mai conoscere suo padre. Quando scopre la sua identità, decide di mettersi in viaggio per trovarlo e arriva su una spiaggia deserta della costa italiana, in un chiosco chiuso per l’inverno.
Lì incontra Paolo, che resta spiazzato dal suo arrivo improvviso.
L’incontro lo destabilizza, riaprendo ferite sopite e mettendo in discussione il fragile equilibrio della sua nuova famiglia.
In un primo momento, Leo cerca solo risposte, ma presto il desiderio di appartenenza prende il sopravvento. Nei giorni che seguono, tra padre e figlia si crea un legame fatto di esitazioni e piccoli passi, ma la loro connessione, ancora fragile, viene presto messa alla prova. Di fronte alle ombre del passato e alle incertezze del presente, entrambi saranno costretti a ridefinire ciò che significa davvero essere parte della vita dell’altro.