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“Elena del ghetto”, intervista agli attori Marcello Maietta e Giovanni Calcagno

todayJanuary 28, 2026

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Marcello Maietta: “il mio personaggio è un romantico, cerca sostegno e da sostegno, ad Elena ed alla comunità del ghetto”

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    “Elena del ghetto”, intervista agli attori Marcello Maietta e Giovanni Calcagno Chiara Nicoletti

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Dopo l’anteprima all’ultima Festa del Cinema di Roma in Grand Public, l’opera prima di Stefano Casertano, “Elena del ghetto” arriva nelle sale con Adler Entertainment dal 29 gennaio.

Prodotto da Titanus Production e Masi Film, M74, Sound Art 23, Titanus SpA con Rai Cinema, il film racconta le vicende di vita di Elena Di Porto, detta “Elena la matta di Piazza Giudia”, colei che ha segnato la storia del ghetto ebraico di Roma durante il fascismo e l’occupazione nazista.

Marcello Maietta e Giovanni Calcagno

Come ha più volte sottolineato Stefano Casertano, “Elena del ghetto” è costruito come un’opera ed ogni suo personaggio è una voce del coro e impersona dei profili di persone che hanno vissuto quelle vicende.

Nel caso specifico, con Giovanni Calcagno nel ruolo di un gerarca fascista, ci si affaccia sull’altro lato, cattivo, della medaglia. Nella vita di chi ha sposato il regime fascista e poi gli ha vigliaccamente voltato le spalle, per salvarsi la pelle, rinnegando le atrocità fatte in nome e per conto di.

Marcello Maietta invece interpreta un anima affine a quella di Elena, Samuele, giovane ebreo di origine Bolognese che, mosso da un senso di libertà ed autonomia, decide di lasciare la sua città d’origine per approdare a Roma e qui, per sopravvivere, sbarca il lunario come stracciarolo nel ghetto. Un alleato di Elena.

Maietta sottolinea: “il mio personaggio è un romantico, cerca sostegno e da sostegno, ad Elena ed alla comunità del ghetto”.

Il valore storico e la rilevanza contemporanea

Elena del ghetto” è ambientato in un periodo drammatico della storia europea, riflette anche sulla precarietà dei valori umani e sulla brutalità delle dinamiche di potere, temi che risuonano in modo sorprendente con le sfide attuali, come i conflitti e le guerre che ancora affliggono i nostri giorni. La narrazione non si limita a essere un semplice racconto storico, ma diventa un monito sul pericolo della violenza e dell’intolleranza, sottolineando come la cultura e il cinema possano contribuire a rinnovare la memoria collettiva e a sensibilizzare le nuove generazioni.

Come affermato anche da Giovanni Calcagno, “Elena del ghetto” si conferma un film che, attraverso la sua storia, invita a riflettere su quanto il passato influenzi il presente, rendendo questa pellicola un’opera di grande attualità e rilevanza sociale.


Plot

Ambientato a Roma tra il 1938 e il 1943, Elena del ghetto ripercorre la straordinaria storia di Elena Di Porto, una donna ebrea romana, forte, indipendente e coraggiosa che ha sfidato il regime fascista per salvare molte vite e ha segnato la storia del ghetto ebraico di Roma durante il fascismo e l’occupazione nazista. Una donna coraggiosa in tempi bui. Per essere diversi ci vuole coraggio: si rischia l’emarginazione e la punizione. I ribelli, però, intuiscono per primi quando qualcosa limita la libertà, e reagiscono anche in solitudine. Così fa Elena. Elena è una donna fuori dagli schemi, separata dal marito, indossa i pantaloni, fuma, beve e gioca a stecca, per questo nel ghetto di Roma la chiamano “Elena la matta”. Il suo temperamento ribelle e indomito la porta a scontrarsi più volte con i fascisti che infestano il quartiere. Arrestata in diverse occasioni, Elena non si ferma. Quando i nazisti occupano Roma, si unisce alla resistenza e riesce a scoprire in anticipo i piani del rastrellamento del
ghetto, avvenuto il 16 ottobre 1943. Cerca di avvisare i suoi concittadini, ma come farsi ascoltare quando sei considerata solo una "matta"?

Written by: Chiara Nicoletti

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