Per Emanuele Maria Di Stefano la sfida più grande nell’interpretare Luca Varani ne La città dei vivi è stata quella di dare al personaggio massima autenticità. Il film diretto daEdoardo Gabbriellini, sulla vita del 23enne morto nel 2016, è stato presentato in concorso nella sezione Orizzonti dell’83esima Mostra del cinema di Venezia.
L’interpretazione di un ruolo così intenso e il significato di questa esperienza
L’attore ha spiegato di aver sentito una grande pressione e di aver voluto rendere onore alla memoria di Luca Varani, rievocando le proprie emozioni e l’importanza di rispettare la vita. Ha sottolineato come il film, “più che concentrarsi sulla morte, desideri trasmettere l’importanza di vivere e di rispettare le emozioni profonde come l’amore, che, quando perduto, diventa dolore”. La fragilità di un’emozione umana universale è il cuore della narrazione, e lui ha cercato di rappresentarla con semplicità e naturalezza, valori fondamentali anche per la riuscita di questo mestiere.
Il senso di fare l’attore
Per Di Stefano recitare è un’opportunità per crescere come persona e come artista. “Per me rappresenta la possibilità di migliorarmi, di studiare e di immergermi in vicende emotive lontane dalla mia esperienza quotidiana – racconta – La passione per il mestiere e il desiderio di utilizzare le emozioni come strumenti di crescita personale sono alla base del mio percorso, che vede in questa esperienza non solo una carriera, ma anche un modo per diventare una persona migliore”.
Plot
Luca ha ventitré anni. Vive in una famiglia che lo ha adottato e che lo ama. Si muove con i suoi amici tra la periferia e il centro e ha una fidanzata con cui vive un amore giovane ma importante per entrambi. Luca sta cercando la sua strada, in un’età in cui tutto sembra ancora possibile e al tempo stesso già perduto, e in questa ricerca vive una doppia vita. Una notte, dopo un incontro apparentemente casuale, la traiettoria della vita di Luca si spezza, infrangendosi contro una violenza cieca e insensata.
"Per noi è stato più importante raccontare la vita di Luca più che la sua morte, focalizzandoci sull'età della giovinezza, un periodo delicato fatto di incertezze e ricerca di sé".
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