“Kushta Mayn-La mia Costantinopoli”, intervista al regista Nicolò Folin
Kushta Mayne - la mia Costantinopoli, in Orizzonti un cortometraggio ambientato a Venezia nel 1563 che esplora la ricerca di identità e i dilemmi umani tra storia e emozioni.
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“Conversation with” at the 20th Marrakech IFF, interview with actor Willem Dafoe Bénédicte Prot
Presentato nella sezione Venezia Open – Fuori Concorso dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Shumei: The Living Legacy Of Kabuki segue Ichikawa Danjūrō XIII durante uno dei momenti più importanti del suo percorso artistico e personale.
Diretto da Takashi Miike, il documentario esplora il rituale passaggio attraverso il quale un interprete di Kabuki assume un nuovo nome d’arte. Nel caso di Danjūrō XIII, questo momento lo collega a quasi quattro secoli di storia culturale e familiare.
L’interesse di Miike per il progetto è nato dalle sue precedenti collaborazioni con Danjūrō XIII in alcuni film storici. Quando l’attore ha celebrato il proprio shūmei, il regista ha sentito l’esigenza di conservare quell’evento in un documento cinematografico.
Sebbene Miike abbia lavorato in molti generi—tra cui horror, film di yakuza, musical e drammi in costume—spiega che realizzare un documentario non ha rappresentato il culmine del suo percorso artistico. Al contrario, è diventato un nuovo punto di partenza, permettendogli di avvicinarsi alla performance e all’intrattenimento da una prospettiva diversa.
Per Ichikawa Danjūrō XIII, assumere questo nome significa accettare la responsabilità di una lunga tradizione culturale e familiare. Tuttavia, l’attore descrive il proprio rapporto con questa eredità in modo concreto e profondamente professionale.
Il Kabuki fa parte della sua vita fin dall’infanzia. È abituato a interpretare diversi ruoli e a prendere parte a più rappresentazioni nell’arco della stessa giornata; il palcoscenico è diventato un’estensione naturale della sua esistenza.
Invece di concentrarsi sul peso simbolico del nome, Danjūrō XIII continua a dedicarsi alla propria formazione. Diventare Danjūrō ha trasformato un aspetto importante del suo mondo, ma lo ha anche spinto a riesaminare e adattare le proprie conoscenze per continuare a crescere come artista.
Il documentario è stato realizzato nell’arco di quattro anni, durante i quali anche la pandemia di COVID-19 ha modificato il ritmo inizialmente previsto per la produzione. Il lungo periodo di riprese ha permesso a Miike di seguire non soltanto le cerimonie e gli spettacoli pubblici, ma anche i momenti privati dell’attore e della sua famiglia.
Uno dei momenti più significativi del film è la prima apparizione solista sul palcoscenico del giovane Shinozuke. Il suo debutto riflette il modo in cui il Kabuki viene tramandato da una generazione all’altra attraverso la disciplina, l’osservazione e l’esperienza personale.
Per Danjūrō XIII, permettere alla macchina da presa di entrare in questi momenti intimi è stato anche un modo per esprimere la propria gratitudine al pubblico. L’attore spera che gli spettatori possano assistere alla crescita della sua famiglia e degli altri interpreti, oltre che alla continuità di una tradizione ancora profondamente legata al presente.
Miike descrive la ricerca del materiale d’archivio come una caccia al tesoro. Prima di esaminare le immagini, ha dovuto individuare il fulcro del film e stabilire quali momenti fossero essenziali per la sua struttura.
Con l’aiuto della sua équipe, ha esplorato gli archivi alla ricerca di immagini capaci di collegare il presente alle precedenti generazioni di interpreti. Ogni scoperta è diventata un prezioso tassello della narrazione del film.
Il materiale d’archivio non si limita a documentare la storia del Kabuki. Crea un dialogo tra gli attori del passato e coloro che oggi hanno il compito di portare avanti questa forma d’arte.
Al centro di Shumei: The Living Legacy Of Kabuki si trova l’idea che una tradizione possa sopravvivere soltanto se continua a evolversi. Il Kabuki viene presentato non come un monumento culturale immutabile, ma come un’arte viva, plasmata da ogni nuova generazione.
Attraverso lo sguardo cinematografico di Miike e l’esperienza personale di Danjūrō XIII, il film diventa una riflessione sulla memoria, sulla famiglia e sulla responsabilità artistica. È anche un invito a guardare al futuro: proteggere ciò che è stato ereditato, trovando al tempo stesso nuovi modi per mantenerlo vivo.
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“Shumei: The Living Legacy Of Kabuki”, Intervista con il regista Takashi Miike e il protagonista Ichikawa Danjuro XIII Laura Della Corte
Shumei – The Living Legacy of Kabuki racconta la cerimonia di successione di Ichikawa Danjūrō XIII Hakuen, svoltasi nel 2022. Al suo esordio nel lungometraggio documentario, il regista Takashi Miike offre un ritratto intimo di Danjūrō e di suo figlio Shinnosuke, restituendo la solennità dei rituali di Shūmei e mostrando le responsabilità, le pressioni e i sacrifici personali necessari per raccogliere e tramandare una delle più antiche tradizioni teatrali del Giappone.
Written by: Laura Della Corte
Festival
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