“Io sono Rosa Ricci”, intervista alla regista Lyda Patitucci
"Io sono Rosa Ricci": dalla serie Mare Fuori, la origin story del suo personaggio più affascinante, al cinema dal 30 ottobre.
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"Brianza", intervista al regista Simone Catania e gli attori Fausto Russo Alesi e Paolo Pierobon Chiara Nicoletti
Presentato in concorso nella sezione Progressive Cinema della 21° Festa del Cinema di Roma 2026, Brianza di Simone Catania è ambientato nel 2009, mentre la crisi economica stringe la morsa sull’Italia. Giorgio Farina (Fausto Russo Alesi), erede di una prestigiosa armeria in Brianza, rischia di perdere tutto dopo aver investito una fortuna nell’apertura di una boutique di lusso in Svizzera e, sommerso dai debiti e ossessionato dal mantenere intatta la propria rispettabilità, si lascia coinvolgere da Alberto Fumagalli (Paolo Pierobon), eccentrico uomo d’affari che gli propone un piano di appropriazione indebita: quella che sembra una facile via d’uscita diventa una spirale di segreti e pericoli. Ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto vicino alla casa natale del regista, il film nasce dal suo legame personale con il territorio. Simone Catania e gli attori Fausto Russo Alesi e Paolo Pierobon, raccontano il doppio significato del titolo, luogo reale e metafora, l’immaginario del Far West che attraversa la storia e la strana relazione di dipendenza che lega i due personaggi.
Il titolo non indica soltanto un luogo fisico, e per Catania è proprio da qui che parte il film: “La Brianza esiste, è un’area che esiste tra Milano e Como, sostanzialmente, però in questo film è una metafora”. Un elemento che si eleva a qualcos’altro, spiega il regista, perché la Brianza è “un’Italia molto ricca che può in qualche modo ricordare, nel modo di comportarsi e nell’attitudine delle persone che vivono lì, qualcosa di molto simile a quello che può succedere anche negli Stati Uniti”. Un parallelo che porta con sé anche il mito della frontiera: “Quel Far West non è soltanto Spaghetti Western, è inteso proprio come quello che è successo negli Stati Uniti quando ci si espandeva verso l’ovest: la ricerca dell’oro e la ricerca di una posizione sociale di un certo tipo“.
Nel film questo immaginario prende forma attraverso il cowboy action shooting: “Il gioco che abbiamo messo in piedi ricorda molto una disciplina vera, con uomini vestiti da cowboy che vanno nei poligoni a sparare a sagome di cartone. Sono dei grandi bambinoni che giocano con le armi, ma allo stesso tempo c’è un immaginario dietro che ha una profonda verità, cioè questo sentimento di andare a conquistare una terra, conquistare l’oro e riuscire a conquistare la posizione sociale“, racconta Catania.
Alla domanda su come sia nato il rapporto tra i due personaggi, che non sono veri amici e non rispondono allo schema del cattivo e del buono in difficoltà, Paolo Pierobon parte dal legame con il collega: “Con Fausto ci conosciamo da anni, siamo anche molto amici e ragioniamo sempre sulla complessità dell’espressione di un essere umano, cioè di andare un po’ al di là del ruolo del personaggio, quindi dipingere un po’ questa complessità che è infinita”. Una complessità che, insieme al regista, li ha portati a superare ogni contrapposizione netta: “Anche nel bilancio vittima-carnefice, che a volte è sempre molto tagliato con l’accetta, abbiamo visto che anche con Simone non poteva essere così. Tanti rapporti non si fondano né sull’amicizia né sull’ostilità, ma proprio su questa stranissima dipendenza che c’è tra due persone, che a volte può sembrare una manipolazione, a volte sembra malata o inquietante, e che regge tantissimi rapporti, forse la maggior parte“.
Anche per Fausto Russo Alesi il film è stato l’occasione di un lavoro condiviso: “È stato veramente speciale il lavoro che abbiamo fatto insieme. Con Paolo ci conosciamo da tanto, siamo amici. Attraverso le tematiche di questo film, che ci riguardano come esseri umani e risuonano nell’oggi come nel 2009 durante la crisi o ai tempi di Shakespeare, abbiamo fatto veramente un viaggio nell’umano, nelle relazioni di dipendenza e anche a specchio. Cosa ha quella persona che si incrocia nella tua vita e ti riguarda profondamente?”. Un lavoro, aggiunge, fatto per lasciare spazio all’imprevisto: “Le storie e le tematiche ci risuonano se accadono delle cose. Abbiamo provato a far accadere cose anche inaspettate, che arrivano senza che tu le abbia previste e che solo l’immergersi dentro quella cosa con devozione ti fa scoprire“.
2009: mentre la crisi economica stringe la morsa sull’Italia, Giorgio Farina, erede di una prestigiosa armeria in Brianza, rischia di perdere tutto dopo aver investito una fortuna nell’apertura di una boutique di lusso in Svizzera. Sommerso dai debiti e ossessionato dal mantenere intatta la propria rispettabilità, Giorgio si lascia coinvolgere da Alberto Fumagalli, eccentrico uomo d’affari che gli propone un piano di appropriazione indebita. Il loro incontro dà vita a un’alleanza improbabile: Fumagalli trascina Giorgio in un universo dove le regole sembrano avere un significato diverso e dove ogni problema può diventare un’opportunità. Quella che sembra una facile via d’uscita, però, diventa una spirale di segreti e pericoli che minaccia la sua famiglia, il suo onore e tutto ciò che ha sempre cercato di proteggere.
Written by: Chiara Nicoletti
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