“La città dei vivi”, intervista al protagonista Emanuele Maria Di Stefano
"Ho cercato di trasmettere l’importanza di vivere e di rispettare le emozioni profonde come l’amore, che nel film, quando perduto, diventa dolore"
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"Nessun Dolore", intervista agli attori Alessandro Borghi e Valeria Golino Chiara Nicoletti
Valeria Golino e Alessandro Borghi sono i due protagonisti di Nessun dolore, il nuovo film di Gianni Amelio presentato fuori concorso nella sezione Open all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2026. Nell’incontro alla Mostra, i due attori si soffermano sul percorso emotivo aperto dal film, sulla colpa dell’ignavia e sulla dignità di chi, nella storia, si trova a dover chiedere aiuto.
Richiamando una frase detta da Borghi in conferenza stampa, gli chiediamo in quali luoghi, emotivamente, lo abbia portato Amelio con questo film. “Mi ha veramente fatto fare tutta una serie di domande che non avevo mai considerato, soprattutto rispetto all’attuazione del bene e a quanto anche nell’attuazione del bene serva del buon senso”, risponde l’attore, descrivendo l’esperienza come una sorta di riflessione sul cosa significasse, per lui, fare del bene prima del film e cosa significhi dopo. Il lavoro lo ha portato a interrogarsi anche sulle persone a cui vuole bene, e su quanto certi caratteri, introversi o timidi, impediscano di agire come si vorrebbe. “È sicuramente un film questo che riguarda gli altri e il modo in cui guardiamo gli altri, ma di conseguenza, come credo sia giusto, anche molto un film di come noi decidiamo di guardare noi stessi, del tipo di domande che decidiamo di farci”.
Per Golino, che nel film interpreta Elsa, il percorso è stato più breve: il suo personaggio vede il protagonista, lo riconosce senza conoscerlo davvero, e vuole proteggerlo da un pericolo che lei stessa non è in grado di misurare. “Un po’ come il personaggio di Elsa che vede questo uomo, lo riconosce senza conoscerlo e che lo vuole proteggere da qualcosa che lei stessa non sa”, spiega l’attrice, richiamando anche una riflessione ascoltata in conferenza stampa da Davide Serino, uno degli sceneggiatori del film, sull’apatia in cui viviamo tutti. “Questa apatia serena in cui viviamo tutti in qualche modo, poi invece qualche volta viene risvegliata da una specie di furia, amarezza, di qualcosa che ti sembra estremamente ingiusto, di qualcosa di terribile che è successo. Hai dei picchi in cui improvvisamente ti si aprono degli squarci nella tua coscienza e della tua stessa colpevolezza, la colpevolezza dell’ignavia”, diceva Serino. Golino conclude che il film, per lei, è stato soprattutto questo: “Mi ha portato in un altrove, in quel famoso altrove”.
Alla domanda se questa sia anche una storia di restituzione della dignità, specialmente per chi arriva, Borghi risponde con cautela: “Magari fosse un film per restituire la dignità”. Per l’attore la dignità “sta negli occhi di chi guarda”, in una società che considera “così contaminata dal brutto e dalla rabbia” da far pensare a molti di avere un diritto di rivalsa verso chi sta provando a “levare” loro il paese. Una reazione che a lui, cresciuto in un certo modo, fa sorridere, ma che qualcun altro troverà assurda proprio guardando lo stesso film: “Credo che il cinema debba fare questo: deve infilarsi lì in mezzo e rompere le palle da tutte e due le parti”. Golino porta invece l’attenzione sull’attrice francese del cast, di cui elogia l’intensità e la “dignità anche quando ha torto”, visto che anche il suo personaggio commette degli errori. Per Golino, Nessun dolore affronta a modo suo la contraddizione continua tra giusto e sbagliato, coraggioso e pauroso, senza prendere una sola posizione: “Non prende posizione, ne prende tante allo stesso tempo, però c’è uno sguardo univoco su tutto, che è quello di Gianni Amelio, che è piuttosto unico”.
Davide è un trentenne con la passione dei libri: non ne legge tanti ma li vende, in una piazza di Roma. La sua cliente più fedele, Elsa, è anche sua complice, gli fornisce i volumi di seconda mano e lo colma di affetto e tenerezza. Qualcosa però s’incrina in un giorno come tanti: a Davide viene “consegnato” d’improvviso, per strada, come un pacco, un bambino che viene dal Nordafrica, e che non lo lascia più, lo segue in silenzio come un cagnolino fedele. Un incidente, la corsa in ospedale con il piccolo sconosciuto tra la vita e la morte. E Davide che entra in un inferno personale fatto di reticenze, rimorsi, smarrimento.
Nel rifugio proibito del pronto soccorso, una notte Davide incontra Aminah, appena arrivata dall’Algeria su un barcone d’immigrati. È un’adolescente fradicia di pioggia, tremante, impaurita, e in evidente attesa di un figlio. Davide non può che darle ospitalità in casa sua.
Ma è solo l’inizio. Ogni sera, tornando dal lavoro, Davide trova nel suo appartamento sempre più gente sconosciuta. Inutilmente si ribella, ma alla fine è costretto a cedere, per generosità o per debolezza. La sua casa non è più solo sua ma anche di quelli che non hanno un tetto che li protegga, i tanti che dormono sotto un ponte o in un angolo di strada. Mentre la denuncia dei condomini lo spedisce in galera per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, Davide vive fino in fondo un’odissea che non è solo personale, ma stravolge in un modo o nell'altro, i sentimenti degli altri.
Written by: Chiara Nicoletti
Gianni Amelio Venezia Open – Fuori Concorso
Film
Nessun doloreFestival
Mostra del Cinema di Venezia"Ho cercato di trasmettere l’importanza di vivere e di rispettare le emozioni profonde come l’amore, che nel film, quando perduto, diventa dolore"
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