Tratta da un format australiano ma esclusivamente original italiana, su Prime Video dal 18 gennaio c’è “No Activity – Niente da segnalare”, serie in 6 episodi diretta da Valerio Vestoso con un cast di mattatrici e mattatori della commedia italiana: Luca Zingaretti, Rocco Papaleo, Carla Signoris, Emanuela Fanelli, Fabio Balsamo.
Incontriamo Fanelli e Signoris, che nella serie interpretano due poliziotte in continuo scontro in centrale, costrette a fare da operatrici radio in una notte di appostamenti che non portano a nulla.
Seppur confrontandosi e scontrandosi attraverso dei cliché con cui spesso le donne stesse attaccano altre donne, Emanuela Fanelli rimarca sul fatto che il suo personaggio e quello di Carla Signoris in realtà rappresentano “due tipi umani, indipendentemente dal genere”.
“Abbiamo riso troppo tra noi – rivela Carla Signoris – spero rida anche il pubblico”.
Le due attrici, interrogate su una frase che si dice nella serie “la sfida non esiste, sei tu che sei una pippa”, rispondono sul ruolo della fortuna nel successo di ogni artista e individuo.
Plot
Due criminali nel bel mezzo di un colpo, attendono informazioni importanti. Due poliziotti appostati nella loro volante scrutano nel buio, in attesa di un loro passo falso. In centrale, due operatrici radio sono in collegamento con la volante, pronte a segnalare movimenti e far partire la retata che porterà i trafficanti in manette e i poliziotti alla gloria.
L’operazione è al culmine, la tensione si taglia col coltello... orecchie attente, occhi puntati. Un rumore! Qualcosa si muove. Le tre coppie si preparano all’azione, pronti, attenti! E infatti all’improvviso accade... Niente. Non accade proprio niente! È così, ogni sera, ormai da più di una settimana.
Questo è un thriller poliziesco che non thrilla, nonostante i nostri protagonisti non desiderino altro. Vorrebbero essere dentro Gomorra o The Departed, e invece... non possono fare altro che aspettare che qualcosa accada dividendo angusti spazi di lavoro per ore, giorni, settimane. Una convivenza forzata simile a quella che tocca ogni giorno a miliardi di persone al mondo, costrette a condividere scrivanie, ossigeno e mense aziendali con gente a cui fuori da lì non rivolgerebbero nemmeno una parola: i propri colleghi.