Al Festival di Cannes non può mai mancare Marco Bellocchio che, dopo il successo di “Rapito” l’anno scorso, in questa 77esima edizione presenta il restauro in 4K del suo film del 1972, “Sbatti il mostro in prima pagina“.
Fu il primo progetto su commissione per Marco Bellocchio che lo scrisse insieme a Goffredo Fofi e fu interpretato da Gian Maria Volonté nel ruolo del redattore capo Giancarlo Bizanti.
Il film, presentato nella storica sala Buñuel del Palais de Festival all’interno della sezione Cannes Classics, è stato restaurato dalla Cineteca di Bologna, curato dallo stesso Bellocchio ed introdotto al giovane pubblico della manifestazione francese da Gian Luca Farinelli, Direttore della Fondazione Cineteca di Bologna.
A chi gli chiede il perché di questo successo tra i giovani vista l’età del film e il periodo di ambientazione, Marco Bellocchio, felice del risultato risponde: “arriva ai giovani perché il tema della manipolazione della verità è modernissimo”
Plot
Milano. Nel clima teso della contrapposizione politica degli anni di piombo, nella redazione del quotidiano borghese e di destra Il Giornale[1], il redattore capo Bizanti, su invito della proprietà, segue gli sviluppi di un omicidio a sfondo sessuale di cui è rimasta vittima una studentessa, allo scopo di incastrare un militante della sinistra extraparlamentare e strumentalizzare politicamente la vicenda.
La campagna mediatica sortisce l'effetto sperato e il "mostro" viene condannato innanzitutto sulle prime pagine del giornale. La condanna, in primis morale, aiuta l'area reazionaria a screditare gli ambienti della sinistra nella fase elettorale. Alla fine, Bizanti viene informato dal giovane giornalista Roveda che il vero colpevole è un'altra persona, ossia il bidello della scuola frequentata dalla vittima.
Bizanti minaccia quindi l'assassino, inducendolo a non rivelare niente alle forze dell'ordine. In una discussione conclusiva con l'ingegner Montelli, un industriale finanziatore del giornale, i due concordano di tenere segreta la vicenda fino a quando si conoscerà l'esito delle elezioni, per poi deciderne l'eventuale utilizzo.