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“Elena del ghetto” intervista al regista Stefano Casertano

todayJanuary 27, 2026

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Stefano Casertano, regista di Elena del ghetto: “racconto Elena di Porto, un personaggio eccentrico, diverso dalla massa ma vivo della comunità”

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    "Elena del ghetto" intervista al regista Stefano Casertano Chiara Nicoletti

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Dopo la partecipazione, in anteprima all’ultima Festa del Cinema di Roma in Grand Public, Stefano Casertano, porta la sua opera prima, “Elena del ghetto, nelle sale grazie ad Adler Entertainment dal 29 gennaio, 2026.

Prodotto da Titanus Production e Masi Film, M74, Sound Art 23, Titanus SpA con Rai Cinema, il film vede Micaela Ramazzotti vestire i panni di Elena Di Porto, una donna ebrea romana, forte, indipendente e coraggiosa che ha sfidato il regime fascista per salvare molte vite e ha segnato la storia del ghetto ebraico di Roma durante il fascismo e l’occupazione nazista.

La Resilienza di Elena

Elena Di Porto era chiamata “Elena La Matta”, per via del suo anticonformismo, del suo temperamento ribelle: tirava di boxe, era separata dal marito con due figli a carico, giocava a stecca, indossava i pantaloni,  fumava e beveva. Fu per questo che la notte prima del rastrellamento del ghetto di Roma, il 16 ottobre del 1943, scopri in anticipo il piano dei fascisti e nonostante il suo tentativo disperato, sotto la pioggia battente, di avvisare, anche urlando, quante più famiglie possibili della sua comunità, di scappare, mettersi in salvo, non venne creduta.

Casertano ha dedicato molto tempo alla ricerca, consultando archivi di Stato e parlando con persone che avevano conosciuto Elena, per ricostruire un’immagine fedele del suo carattere forte e determinato. La sceneggiatura, basata su lettere e testimonianze, richiama l’attenzione sulla sua lotta per salvare il ghetto di Roma durante l’occupazione, un gesto di enorme coraggio che ancora oggi ispira.

Un Film Che Racconta Passato e Presente

Elena del ghetto” non è solo un film storico, ma un’opera che rinnova una tematica attuale: il valore di chi si oppone alle ingiustizie. La narrazione mescola momenti di comicità tipicamente romana con scene epiche che risvegliano emozioni profonde, richiamando figure come Cassandra, al cui mito il regista Casertano fa riferimento quando si parla di Elena. La protagonista rappresenta la voce di chi lotta per l’autodeterminazione, un messaggio che si rivolge anche alle nuove generazioni, sottolineando come il coraggio e la coerenza siano valori senza tempo.

Elena del ghetto” porta sul grande schermo la storia di una donna che non si arrese alla pressione sociale solo perché donna, ma che lasciò un’impronta indelebile nella memoria collettiva. Un film che celebra il potere del coraggio di essere se stessi, un messaggio importante anche per il pubblico più giovane.


Plot

Ambientato a Roma tra il 1938 e il 1943, Elena del ghetto ripercorre la straordinaria storia di Elena Di Porto, una donna ebrea romana, forte, indipendente e coraggiosa che ha sfidato il regime fascista per salvare molte vite e ha segnato la storia del ghetto ebraico di Roma durante il fascismo e l’occupazione nazista. Una donna coraggiosa in tempi bui. Per essere diversi ci vuole coraggio: si rischia l’emarginazione e la punizione. I ribelli, però,
intuiscono per primi quando qualcosa limita la libertà, e reagiscono anche in solitudine. Così fa Elena. Elena è una donna fuori dagli schemi, separata dal marito, indossa i pantaloni, fuma, beve e gioca a stecca, per questo nel ghetto di Roma la chiamano “Elena la matta”.
Il suo temperamento ribelle e indomito la porta a scontrarsi più volte con i fascisti che infestano il quartiere. Arrestata in diverse occasioni, Elena non si ferma. Quando i nazisti occupano Roma, si unisce alla resistenza e riesce a scoprire in anticipo i piani del rastrellamento del ghetto, avvenuto il 16 ottobre 1943. Cerca di avvisare i suoi concittadini, ma come farsi ascoltare quando sei considerata solo una "matta"?

Written by: Chiara Nicoletti

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