L’importanza du presentare “Elena Del Ghetto” al Parlamento Europeo, il luogo della democrazia europea
Per Maria Grazia Saccà, la proiezione del film “Elena del Ghetto” al Parlamento Europeo non è stata semplicemente un appuntamento istituzionale. Nell’intervista, la sua emozione era palpabile e sincera: è l’emozione di una cittadina che si trova nel luogo simbolo della democrazia europea.
Portare il proprio lavoro tra quelle mura significa, per Maria Grazia Saccà, sottoporlo a uno sguardo più grande, quello della storia e dei valori condivisi. Per Maria Grazia Saccà il legame tra il fare cinema e il vivere democratico è profondo.
Raccontare storie, dare voce a chi non ce l’ha, mostrare ciò che si preferisce non vedere, tutto questo appartiene al tipo di cinema che Maria Grazia Saccà vuole continuare a produrre.
Plot
Ambientato a Roma tra il 1938 e il 1943, "Elena del ghetto" ripercorre la straordinaria storia di Elena Di Porto, una donna ebrea romana, forte, indipendente e coraggiosa che ha sfidato il regime fascista per salvare molte vite e ha segnato la storia del ghetto ebraico di Roma durante il fascismo e l’occupazione nazista. Una donna coraggiosa in tempi bui. Per essere diversi ci vuole coraggio: si rischia l’emarginazione e la punizione. I ribelli, però, intuiscono per primi quando qualcosa limita la libertà, e reagiscono anche in solitudine. Così fa Elena.
Elena è una donna fuori dagli schemi, separata dal marito, indossa i pantaloni, fuma, beve e gioca a stecca, per questo nel ghetto di Roma la chiamano “Elena la matta”. Il suo temperamento ribelle e indomito la porta a scontrarsi più volte con i fascisti che infestano il
quartiere. Arrestata in diverse occasioni, Elena non si ferma. Quando i nazisti occupano Roma, si unisce alla resistenza e riesce a scoprire in anticipo i piani del rastrellamento del ghetto, avvenuto il 16 ottobre 1943. Cerca di avvisare i suoi concittadini, ma come
farsi ascoltare quando sei considerata solo una "matta"?