“Mr Nelson, Did You Kill People?”, intervista al regista Shinya Tsukamoto
Mr Nelson, Did You Kill People? di Shinya Tsukamoto, in concorso a Venezia 2026: guerra, trauma e falso eroismo.
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“Conversation with” at the 20th Marrakech IFF, interview with actor Willem Dafoe Bénédicte Prot
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"Blues Baby Boy", intervista con gli attori Ubaldo Pantani e Luca Morello e la regista Andrea Simonella Angelo Acerbi
Blues Baby Boy, cortometraggio su bullismo e reti di protezione, è stato presentato all’interno del programma Incontri delle Giornate degli Autori a Venezia. In questa intervista con la regista Andrea Simonella e i due protagonisti Luca Morello e Ubaldo Pantani abbiamo approfondito l’esperienza produttiva e il senso di questo lavoro.
La regista ci racconta che il film è ispirato liberamente a un fatto di cronaca. Quello che in particolar modo l’ha colpita è stata la risposta della rete: in seguito a un compleanno, in cui i compagni di classe non si sono presentati, la rete si è mossa a tutela di questa bambina. Un post in particolare nei social è diventato virale, e quindi ha innescato una solidarietà da parte di tutta Italia, tant’è vero che poi sono arrivati un sacco di regali a questa bambina. Naturalmente la regista ha deciso di riadattarla in qualche modo, aggiungendo l’elemento del blues, del jazz, proprio perché essendo girata in Umbria ricorda la tradizione anche musicale dell’Umbria Jazz e del Trasimeno blues.
Andrea Simonella conosceva già Luca Morello, che apprezzava molto come giovane attore, e lo ha scelto come protagonista, avendo così l’opportunità di cucire il ruolo su di lui. Ubaldo Pantani ha accettato subito di partecipare al progetto, sposato la causa, e lo stesso ha fatto Marco Bocci che ha fa una partecipazione amichevole. L’omaggio al blues parte da un tributo ai Blues Brothers in particolar modo, un film che amo particolarmente e che ho sempre trovato divertente in maniera molto intelligente. E di conseguenza anche l’abito portato dal protagonista l’abito iconico che è l’abito dei Bruce Brothers. Andrea racconta un aneddoto: nel periodo in cui stava pensando alla realizzazione del film, ha incontrato effettivamente un ragazzo di più o meno di 12-13 anni, vestito da dandy e si è interrogata su come questo ragazzo vivesse la quotidianità, il rapporto con i suoi coetanei. Da questa fantasia nasce Blues Baby Boy.
Luca Morello ci confessa di non aver mai subito bullismo ma anche se il bullismo è una cosa che non lo riguarda personalmente, è purtroppo parte del mondo in cui vive. Secondo Luca, il bullismo è una questione molto seria e dovrebbe essere trattata molto meglio a scuola. Per lui calarsi nel ruolo non è stato difficile perché vive nel mondo della musica: suona pianoforte da tanti anni e ha iniziato il sassofono. E’ stato molto bello collegarsi con il personaggio e quindi con il cinema alla musica, che sono i suoi due mondi preferiti dell’arte. Uberto Pantani, nel ruolo del padre ha portato la sua esperienza personale. Pantani afferma che un padre deve cercare di dare delle delle istruzioni di base, perché naturalmente il mondo relazionale degli adolescenti è differente da quello degli adulti, quindi da grandi si sviluppano, degli anticorpi e la possibilità di lasciarsi scivolare le cose addosso. Ma per un ragazzino o per una ragazzina questo non è possibile. Quindi ci vogliono delle istruzioni di base per fortificarlo e non farlo rimanere male, e nello stesso tempo trovare dei codici comunicativi che i ragazzini hanno tra di loro per far capire che loro sono materiale resistente.
Blues Baby Boy racconta la storia di un ragazzo alla sua festa di compleanno. Ha gusti lontani dalle mode del momento: ascolta musica blues, veste con abiti vintage e suona il sax. Quella che dovrebbe essere una giornata di festa diventa però l’occasione in cui emergono le dinamiche di esclusione e bul-lismo che lo circondano. Ispirato liberamente a fatti di cronaca realmente accaduti in Umbria, il corto-metraggio racconta con uno sguardo delicato il disagio di un adolescente e il ruolo fondamentale delle persone che gli stanno intorno, ponendo al centro il tema delle reti di protezione e della necessità di non lasciare sole le vittime.
Written by: Angelo Acerbi
Film
Blues Baby BoyFestival
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