“Portobello”, intervista agli attori Fabrizio Gifuni e Lino Musella
Con Portobello, Marco Bellocchio torna a riscrivere la storia italiana e il caso di malagiustizia di Enzo Tortora, interpretato da Fabrizio Gifuni
Listeners:
Top listeners:
play_arrow
ENGLISH Channel 01 If English is your language, or a language you understand, THIS IS YOUR CHANNEL !
play_arrow
ITALIAN Channel 02 Se l’italiano è la tua lingua, o una lingua che conosci, QUESTO È IL TUO CANALE!
play_arrow
EXTRA Channel 03 FRED Film Radio channel used to broadcast press conferences, seminars, workshops, master classes, etc.
play_arrow
GERMAN Channel 04 Wenn Ihre Sprache Deutsch ist, oder Sie diese Sprache verstehen, dann ist das IHR KANAL !
play_arrow
POLISH Channel 05
play_arrow
SPANISH Channel 06 Si tu idioma es el español, o es un idioma que conoces, ¡ESTE ES TU CANAL!
play_arrow
FRENCH Channel 07 Si votre langue maternelle est le français, ou si vous le comprenez, VOICI VOTRE CHAINE !
play_arrow
PORTUGUESE Channel 08
play_arrow
ROMANIAN Channel 09 Dacă vorbiţi sau înţelegeţi limba română, ACESTA ESTE CANALUL DUMNEAVOASTRĂ!
play_arrow
SLOVENIAN Channel 10
play_arrow
ENTERTAINMENT Channel 11 FRED Film Radio Channel used to broadcast music and live shows from Film Festivals.
play_arrow
BULGARIAN Channel 16 Ако българският е вашият роден език, или го разбирате, ТОВА Е ВАШИЯТ КАНАЛ !
play_arrow
CROATIAN Channel 17 Ako je hrvatski tvoj jezik, ili ga jednostavno razumiješ, OVO JE TVOJ KANAL!
play_arrow
LATVIAN Channel 18
play_arrow
DANISH Channel 19
play_arrow
HUNGARIAN Channel 20
play_arrow
DUTCH Channel 21
play_arrow
GREEK Channel 22
play_arrow
CZECH Channel 23
play_arrow
LITHUANIAN Channel 24
play_arrow
SLOVAK Channel 25
play_arrow
ICELANDIC Channel 26 Ef þú talar, eða skilur íslensku, er ÞETTA RÁSIN ÞÍN !
play_arrow
INDUSTRY Channel 27 FRED Film Radio channel completely dedicated to industry professionals.
play_arrow
EDUCATION Channel 28 FRED Film Radio channel completely dedicated to film literacy.
play_arrow
SARDU Channel 29 Si su sardu est sa limba tua, custu est su canale chi ti deghet!
play_arrow
“Conversation with” at the 20th Marrakech IFF, interview with actor Willem Dafoe Bénédicte Prot
play_arrow
"Il fuoco che ti porti dentro", intervista al regista Edoardo De Angelis Chiara Nicoletti
In concorso all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Il fuoco che ti porti dentro racconta di Antonio, fuggito da Napoli anni prima per costruirsi a Milano una famiglia e una carriera lontano da sua madre Angela, donna esagerata nel bene e nel male, che lo raggiunge per Natale decisa a restare. La cena della Vigilia diventa un campo di battaglia emotivo, comico e feroce, tra un cappone che non vuole saperne di cuocere, una figlia che forse non arriverà mai e un ospite inatteso, fino a una resa dei conti tra madre e figlio destinata a cambiare per sempre il senso del loro legame. Il regista Edoardo De Angelis racconta come ha costruito il personaggio di Angela a partire dalla propria biografia, il lavoro fatto con gli attori su un set spogliato di ogni strumento tecnico, e la scelta di affidare al film anche gli odori e i sapori di quella sera.
Nelle note di regia, Edoardo De Angelis descrive Angela come un personaggio che lo attrae e lo repelle. Il regista napoletano racconta di essersi avvicinato al personaggio scritto da Antonio Franchini nel libro omonimo, con i propri strumenti personali, a partire dalla famiglia in cui è cresciuto: “Io sono stato allevato da tre donne, quindi diciamo la mia famiglia era un esempio di matriarcato perché non c’erano gli uomini e mi interessa come Angela sia una sorta di portatrice di istanze al tempo stesso matriarcali e maschiliste. Quindi sono due forze che contrastano dentro di lei, così come contrastano dentro di lei gli elementi che attraggono e gli elementi che repellono”. Per superare quel groviglio, dice, ha ripercorso gli elementi della propria biografia più vicini ad Angela, comportamento, atteggiamenti, tono di voce, lessico, trovando un legame diretto con sua nonna: “Angela usa un lessico che in buona parte è sovrapponibile a quello che utilizzava mia nonna, che si esprimeva prevalentemente per proverbi”.
De Angelis racconta poi la parte più complessa del lavoro, quella legata al tentativo di dipanare la nebbia di quel groviglio: “Un amore forte come un fuoco che ti illumina, che ti scalda, ma che anche ti brucia così forte che appena esci dal suo cono ti senti al freddo, ti senti solo e quindi devi ritornare a riscaldarti, a bruciarti, a scottarti”, si chiede, è “veramente un amore desiderabile nella vita, un amore che poi fa male?” Una domanda alla quale, spiega, non ha ancora risposta, e che non era comunque lo scopo del film: “Ho fatto il film non per dare una risposta, ma per esplorare questo sentimento e per farlo deflagrare”. Per raggiungere quella deflagrazione, racconta di aver chiesto agli attori “di non temere il deragliamento, di non temere la perdita del controllo, di lasciare emergere una forza ancestrale che avrebbe inevitabilmente a un certo punto preso il sopravvento”. Un lavoro reso possibile, dice, da un set spogliato di ogni strumento tecnico: “Ho tolto tutto. Era un set nudo, non c’erano carrelli, non c’erano dolly, non c’erano sistemi di stabilizzazione, non c’erano gli stativi. Tutte le luci erano in campo nella scenografia e gli attori erano liberi dentro questo recinto”. Una libertà che, aggiunge, era anche di linguaggio: “Erano liberi di deragliare, erano liberi di andare dove non si sa. E allora in questo senso per me è stato estremamente liberatorio anche in termini di linguaggio specificamente cinematografico”.
Angela è un personaggio che mi attrae e mi repelle, come tutto ciò che per me davvero conta. Pendo dalle sue labbra, dipendo dal suo sguardo, sto molto attento a cosa dico e a cosa faccio: cammino come sulle uova. Il fuoco che si porta dentro mi rende bisognoso di lei. Lontano da quel fuoco mi sento al freddo, nell’oscurità. Se mi avvicino troppo, però, ne avverto la forza devastante e sento che rischio di bruciarmi o di diventare proprio cenere. Insomma, Angela è qualcuno da cui mi viene voglia di fuggire e al tempo stesso so di non avere scampo da lei. Solo l’ineluttabile potrà separarci.
Per fare fronte ad Angela, mi resta solo un’arma: il cinema.
Written by: Chiara Nicoletti
Guest
Edoardo De AngelisFestival
Mostra del Cinema di VeneziaCon Portobello, Marco Bellocchio torna a riscrivere la storia italiana e il caso di malagiustizia di Enzo Tortora, interpretato da Fabrizio Gifuni
todaySeptember 7, 2025 1
Marco Bonadei, co-protagonista del film "Il rapimento di Arabella" di Carolina Cavalli, ci racconta l'esperienze del set di un film surreale e personale , del rapporto con la regista e l'importanza di potere fare cinema in questo modo, con libertà …
"La nostra amicizia come punto di partenza per un racconto spontaneo si immagini e storia"
Il direttore artistico della 82° Mostra di Venezia, Alberto Barbera, illustra il programma e ricorda come il cinema ci aiuti a capire cosa sta succedendo nel mondo
Ogni giorno da Venezia 2026 Federico Spoletti e Angela Prudenzi raccontano film, ospiti e retroscena della Mostra del Cinema
Giornate degli Autori - Venezia
Il Mestiere di Beppe Tufarulo è stato presentato alle Giornate degli Autori. Come ci raccontano il regista e i due interpreti Luigi Lo Cascio e Riccardo Maiello, il film unisce surreale e verità, creando personaggi indimenticabili e un'estetica luminosa ma …
Giornate degli Autori - Venezia
"Mare Mosso" di Roberto Cimpanelli con Eduardo Scarpetta e Beatrice Fiorentini riflette i sentimenti di rassegnazione e speranza tipici dei film noir, tra passato oscuro e desiderio di redenzione.
Giulia Cosentino racconta Se mai le cose, tra oggetti, archivio e sguardo femminista, alla Settimana della Critica 2026.
© 2023 Emerald Clear Ltd - all rights reserved.