“40 secondi”, intervista agli attori Francesco Gheghi, Enrico Borello e Beatrice Puccilli
40 secondi di Vincenzo Alfieri e il potere del cinema per scuotere le coscienze
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“Conversation with” at the 20th Marrakech IFF, interview with actor Willem Dafoe Bénédicte Prot
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Paola Malanga, intervista alla direttrice artistica della Festa del Cinema di Roma 2026 Chiara Nicoletti
In occasione della conferenza stampa di presentazione del programma della Festa del Cinema di Roma 2026, riconosciuta dalla FIAPF come Festival Competitivo, la direttrice artistica Paola Malanga ha raccontato un’edizione che porta 18 titoli nel Concorso internazionale Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani, affiancato dalle sezioni Freestyle, Grand Public, Special Screenings, Best of 2026 e Storia del Cinema, e che consegnerà il Premio alla Carriera a Javier Bardem. Dopo cinque anni alla guida della Festa, Malanga riflette sulla crescita del pubblico, sul ruolo dei documentari nel raccontare il presente, sullo sguardo femminile che attraversa la selezione e sulla scelta di dedicare il manifesto a Monica Vitti e a L’eclisse di Michelangelo Antonioni.
Sul percorso compiuto in questi cinque anni, Malanga parte dai numeri: “Che la Festa si sia trasformata e sia cresciuta in questi 5 anni non è soltanto un pensiero, ma è anche un fatto, perché abbiamo visto i numeri degli spettatori nelle sale crescere ogni anno sempre di più.” Un risultato che, per la direttrice artistica, conferma la validità del progetto iniziale: “Significa che il progetto elaborato 5 anni fa andava effettivamente incontro a un’esigenza di una città così grande come Roma.”
Sono quattordici i documentari in corsa per il Premio al Miglior Documentario, provenienti dal Concorso Progressive Cinema, come Closure di Michał Marczak e Mustang di Kasia Smutniak, e dagli Special Screenings. Per Malanga sono uno strumento indispensabile per leggere l’attualità: “I documentari raccontano tantissimo sul nostro presente. Sono una finestra necessaria, imprescindibile, proprio perché molto spesso la realtà passa attraverso dei canali troppo veloci e a volte anche falsi.” Da qui il valore di uno sguardo che si prende il suo tempo: “Affidarsi allo sguardo di chi ha trascorso molto tempo con le storie e i protagonisti delle storie che sta raccontando ci immerge in altri mondi, che spesso sono più vicini a noi di quanto possiamo immaginare.”
Tante registe e tante storie di donne attraversano il programma, una presenza che per Malanga non nasce da una scelta programmatica: “Per noi è sempre stato naturale e ci sono sempre state molte donne alla Festa di Roma, sia come registe, sia come soggetto dei film che hanno girato i colleghi uomini, quindi è qualcosa che in modo molto naturale ci appartiene.” Un esempio su tutti: “Penso a Paola Cortellesi, che ha debuttato qui e poi ha avuto un successo straordinario in Italia, ma anche in tutto il mondo. Io lo considero una cosa naturale, lo sguardo femminile ci appartiene.”
A dare il benvenuto al pubblico è il manifesto dedicato a Monica Vitti in L’eclisse di Michelangelo Antonioni, una scelta che Malanga legge in continuità e in contrasto con quella dell’anno scorso: “L’anno scorso ci siamo affidati alla poesia, al sogno di Federico Fellini, ai colori pastello del fotografo Franco Pinna, perché volevamo dare l’idea di una speranza legata all’arte. Quest’anno abbiamo pensato che fosse il momento di sottolineare invece un alert, un monito di un pianeta che sta perdendo la bussola.” Da qui il ricorso al genio di Antonioni e a “un film straordinario con un’interprete che nel nostro cuore avrebbe compiuto 95 anni quest’anno”. Un’immagine “con un albero completamente spoglio, un’architettura molto fredda, quasi da day after”, conclude Malanga: “Abbiamo pensato che fosse il momento di dire ‘attenzione’, sempre attraverso il cinema, ovviamente.”
Written by: Chiara Nicoletti
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