Si ispira al romanzo Napoli Ferrovia di Ermanno Rea, l’opera seconda da regista di Marco D’Amore, “Caracas“, nelle sale con Vision Distribution dal 28 febbraio.
Il film segna il rincontrarsi sul grande schermo tra l’allievo D’Amore, del film anche co-protagonista e il suo Maestro Toni Servillo. D’Amore ha infatti appreso il mestiere dell’attore proprio da Servillo, fondatore insieme a Mario Martone e il compianto Antonio Neiwiller, nel 1987, del virtuoso laboratorio teatrale Teatri Uniti di Napoli.
“Caracas” racconta uno scrittore, che sente di non aver più nulla da scrivere e che torna a Napoli dopo essere mancato per anni e anni, che ritrova in un’amicizia con un giovane, “Caracas“, il motore per tornare a creare.
”Questo film è una storia d’amore, tra me e Toni innanzitutto e tra due esseri agli antipodi che si avvicinano perché alla fine hanno desiderio di toccarsi, di toccarsi davvero e di sentire quel piccolo tocco quell’umanità che ogni tanto nella vita ti fa sperare, forse illudere, che tutto si possa aggiustare”. Con queste parole Marco D’Amore descrive il suo Caracas, un film che parla di una Napoli irriconoscibile in una delle tante maschere che indossa e che la vede protagonista nel guidare, indirizzare i suoi personaggi, persi, per vie che non avrebbero mai intrapreso ma che poi sono quelle giuste per il cambiamento.
“Caracas“, è una dichiarazione d’amore per Napoli, che D’Amore definisce sua croce e delizia, per poi dichiarare: “Spero di riuscire a mostrare l’amore che nutro per questo posto e portarla in giro per il mondo”
Plot
Giordano Fonte è uno scrittore napoletano che si aggira in una Napoli che inghiotte e terrorizza ma allo stesso tempo affascina, una città che non riconosce più dopo esservi tornato dopo molti anni. Ma non è solo. Con lui c’è Caracas, un uomo che milita nell’estrema destra e che sta per convertirsi all’Islam, alla ricerca di una verità sull’esistenza che non sa trovare.
Giordano canta l’amore impossibile tra Caracas e Yasmina attraversando una città dove tutti sperano di non perdersi, di salvarsi.
Tutti, anche Caracas e Giordano, sognano di poter aprire gli occhi dopo un incubo e scorgere, dopo il buio della notte, una giornata piena di luce.