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Festa del Cinema di Roma

“Je so’ pazzo”, intervista agli attori Giovanni Ludeno e Mariasole Pollio

todayOctober 21, 2026

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Maria Sole Pollio e Giovanni Ludeno, attori, raccontano Dorina e Gennaro in Je so' pazzo, alla Festa del Cinema di Roma 2026

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    "Je so' pazzo", intervista agli attori Giovanni Ludeno e Mariasole Pollio Chiara Nicoletti

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Presentato nella sezione Grand Public della 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma 2026 e ora in sala, Je so’ pazzo di Nicola Prosatore è un ritratto intenso di Pino Daniele, anima ribelle nata nei vicoli di Napoli che ha rivoluzionato la musica italiana fondendo blues, jazz e tradizione partenopea.

Il film ne racconta l’ascesa, dagli anni difficili dell’infanzia segnata dall’abbandono fino al leggendario concerto del 1981 davanti a 200.000 persone, tra il rapporto irrisolto con il padre, fragilità personali e amori profondi.

Maria Sole Pollio, che interpreta Dorina, e Giovanni Ludeno, nei panni del padre Gennaro, raccontano l’umanità ferita di un padre incapace di esprimere i propri sentimenti, la mancanza d’amore da cui nasce la poesia di Pino e la scena in cui Dorina mette l’arte al di sopra di tutto.

Il padre di Pino Daniele in Je so’ pazzo: l’essere umano

In conferenza stampa Prosatore ha descritto il padre di Pino non come il cattivo del film, ma come l’essere umano per antonomasia. Una definizione che Ludeno fa sua: “Il padre è l’essere umano perché si mostra per quello che è. Lui fa fatica a saper esprimere sentimenti, emozioni anche, e quindi è uno di quegli uomini che buttano fuori magari solo frustrazione, aggressività, però ha una natura completamente umana, ferita anche lui stesso”.

Tutto nasce dalla mancanza d’amore: la poesia di Pino Daniele

Attraverso Gennaro, il film racconta anche la sofferenza di Pino: “Questo Gennaro un po’ racconta quanto Pino soffrisse questo rapporto così conflittuale col padre, con l’abbandono, con l’essere amato, fondamentalmente”.

Ed è da lì, secondo Ludeno, che prende forma la sua musica: “Il grande poeta che è Pino, secondo me, fa nascere tutto dalla mancanza d’amore”.

La scena di A me me piace ‘o blues in Je so’ pazzo

Se il dolore è una delle spinte, a proteggere l’arte di Pino c’è Dorina. Per Pollio tutto si condensa in un momento preciso del film: “C’è una scena che io e Giovanni amiamo particolarmente: è la scena in cui Dorina aiuta Pino nel suo piccolo studio a finire A me me piace ‘o blues. E lì l’arte viene messa al di sopra di qualsiasi cosa, di qualsiasi sentimento, di qualsiasi rottura”.

Dorina in Je so’ pazzo: casa, porto, croce e delizia

Nel personaggio di Dorina, Pollio vede una forza precisa: “C’è una grandezza nel personaggio di Dorina, nell’essere lucida e nel rivendicare il suo essere donna, libera e decisa anche in un momento del genere, perché avrebbe tranquillamente potuto rimettersi a letto e finirla lì. Invece no, lei ha voluto rivendicare il suo avere comunque dell’arte dentro, che dal mio punto di vista è una cosa che almeno all’inizio li ha fatti unire, questi due personaggi, questi due esseri umani”.

Un ruolo, aggiunge, decisivo anche per la storia di Pino: “Almeno per il Pino che noi raccontiamo, la figura di Dorina in tanti momenti è stata fondamentale. Casa, porto, croce e delizia”.


Plot

Je so’ pazzo è un ritratto intenso di Pino Daniele, un’anima ribelle nata nei vicoli di Napoli, che ha rivoluzionato la musica italiana fondendo blues, jazz e tradizione partenopea. Il film racconta la sua ascesa, dagli anni difficili dell’infanzia segnata dall’abbandono, fino al leggendario concerto del 1981 davanti a 200.000 persone. Tra conflitti familiari, fragilità personali e amori profondi, Pino trova nella musica un linguaggio per esprimere ciò che non riesce a dire. Ma il successo porta con sé nuove sfide: il rapporto irrisolto con il padre, il peso delle aspettative, e il rischio di ripetere gli stessi errori. Non è solo la storia di un musicista straordinario, ma quella di un uomo in lotta con se
stesso, in cerca di riconciliazione con le sue radici e con l’amore di una città che non ha mai smesso di aspettarlo.

Written by: Chiara Nicoletti

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