“Desiderio”, intervista alla regista Michela Cescon e agli attori Enrico Borello e Romana Maggiora Vergano
Michela Cescon racconta Desiderio, con Enrico Borello e Romana Maggiora Vergano, alla Festa del Cinema di Roma 2026.
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"Je so' pazzo", intervista agli attori Giovanni Ludeno e Mariasole Pollio Chiara Nicoletti
Presentato nella sezione Grand Public della 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma 2026 e ora in sala, Je so’ pazzo di Nicola Prosatore è un ritratto intenso di Pino Daniele, anima ribelle nata nei vicoli di Napoli che ha rivoluzionato la musica italiana fondendo blues, jazz e tradizione partenopea.
Il film ne racconta l’ascesa, dagli anni difficili dell’infanzia segnata dall’abbandono fino al leggendario concerto del 1981 davanti a 200.000 persone, tra il rapporto irrisolto con il padre, fragilità personali e amori profondi.
Maria Sole Pollio, che interpreta Dorina, e Giovanni Ludeno, nei panni del padre Gennaro, raccontano l’umanità ferita di un padre incapace di esprimere i propri sentimenti, la mancanza d’amore da cui nasce la poesia di Pino e la scena in cui Dorina mette l’arte al di sopra di tutto.
In conferenza stampa Prosatore ha descritto il padre di Pino non come il cattivo del film, ma come l’essere umano per antonomasia. Una definizione che Ludeno fa sua: “Il padre è l’essere umano perché si mostra per quello che è. Lui fa fatica a saper esprimere sentimenti, emozioni anche, e quindi è uno di quegli uomini che buttano fuori magari solo frustrazione, aggressività, però ha una natura completamente umana, ferita anche lui stesso”.
Attraverso Gennaro, il film racconta anche la sofferenza di Pino: “Questo Gennaro un po’ racconta quanto Pino soffrisse questo rapporto così conflittuale col padre, con l’abbandono, con l’essere amato, fondamentalmente”.
Ed è da lì, secondo Ludeno, che prende forma la sua musica: “Il grande poeta che è Pino, secondo me, fa nascere tutto dalla mancanza d’amore”.
Se il dolore è una delle spinte, a proteggere l’arte di Pino c’è Dorina. Per Pollio tutto si condensa in un momento preciso del film: “C’è una scena che io e Giovanni amiamo particolarmente: è la scena in cui Dorina aiuta Pino nel suo piccolo studio a finire A me me piace ‘o blues. E lì l’arte viene messa al di sopra di qualsiasi cosa, di qualsiasi sentimento, di qualsiasi rottura”.
Nel personaggio di Dorina, Pollio vede una forza precisa: “C’è una grandezza nel personaggio di Dorina, nell’essere lucida e nel rivendicare il suo essere donna, libera e decisa anche in un momento del genere, perché avrebbe tranquillamente potuto rimettersi a letto e finirla lì. Invece no, lei ha voluto rivendicare il suo avere comunque dell’arte dentro, che dal mio punto di vista è una cosa che almeno all’inizio li ha fatti unire, questi due personaggi, questi due esseri umani”.
Un ruolo, aggiunge, decisivo anche per la storia di Pino: “Almeno per il Pino che noi raccontiamo, la figura di Dorina in tanti momenti è stata fondamentale. Casa, porto, croce e delizia”.
Je so’ pazzo è un ritratto intenso di Pino Daniele, un’anima ribelle nata nei vicoli di Napoli, che ha rivoluzionato la musica italiana fondendo blues, jazz e tradizione partenopea. Il film racconta la sua ascesa, dagli anni difficili dell’infanzia segnata dall’abbandono, fino al leggendario concerto del 1981 davanti a 200.000 persone. Tra conflitti familiari, fragilità personali e amori profondi, Pino trova nella musica un linguaggio per esprimere ciò che non riesce a dire. Ma il successo porta con sé nuove sfide: il rapporto irrisolto con il padre, il peso delle aspettative, e il rischio di ripetere gli stessi errori. Non è solo la storia di un musicista straordinario, ma quella di un uomo in lotta con se
stesso, in cerca di riconciliazione con le sue radici e con l’amore di una città che non ha mai smesso di aspettarlo.
Written by: Chiara Nicoletti
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je so' pazzoFestival
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