In “Nata per te“, film di Fabio Mollo in uscita il 5 ottobre con Vision e tratto dall’omonimo libro di Luca Trapanese e Luca Mercadante, Teresa Saponangelo, Barbora Bobulova e Antonia Truppo hanno tre ruoli chiave: l’avvocata, la giudice e l’infermiera. Fondamentali e funzionali nel film per raccontare il percorso d’eccezione dell’adozione della piccola Alba da parte del “single” Trapanese.
Ha detto Mollo: “Abbiamo creato il personaggio di Teresa, l’avvocata attivista, e quello della giudice Gianfelici per raccontare di questa adozione non solo l’importanza dal punto di vista legale, ma anche la sua complessità. Viviamo in un paese dove l’adozione per i single o per le coppie omosessuali è illegale, non potevamo tralasciare questo aspetto“. Andando oltre le parole di Mollo e la funzionalità dei loro personaggi, le tre attrici raccontano come siano volute uscite da facili stereotipi rispetto ai ruoli dati.
La giudice è colei che ha reso possibile l’eccezione con il suo guardare oltre una legge obsoleta e datata al 1943. L’infermiera, che “battezza” Alba è la più lucida e accogliente e dal basso del suo contesto forse più popolare, capisce che Luca è la persona giusta a diventare il papà della bimba. Infine l’avvocata, attivista, lottatrice, mamma con mille responsabilità e birilli in aria da amministrare.
“Nata per te” è una storia d’amore e di verità.
Plot
Nata per te è la storia di Luca e Alba: un uomo e una bambina che hanno disperatamente bisogno l’uno dell’altra, anche se il mondo intorno a loro non sembra ancora pronto a vederli insieme.
Il tribunale di Napoli è alla ricerca di una famiglia per Alba, che ha la sindrome di down e, appena nata, è stata abbandonata in ospedale. Luca, single, omosessuale, cattolico, da sempre mosso da un forte desiderio di paternità, lotta per ottenere l’affidamento di Alba.
Quante famiglie “tradizionali” devono dire di no prima che Luca possa essere preso in considerazione? Può una bambina rifiutata dal mondo diventare il premio di una vita?