“Mrs Playmen”, intervista a Carolina Crescentini
“La nostra adolescenza è stata costellata da informazioni surreali. Per questo ci vorrebbe l'educazione sessuale nelle scuole"
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Tutti al cinema - 2° edizione, intervista alla Presidente di +Cultura Accessibile Daniela Trunfio Chiara Nicoletti
Dal 21 al 27 settembre 2026 torna Tutti al Cinema, la campagna di sensibilizzazione sull’accessibilità cinematografica promossa da +Cultura Accessibile Onlus, giunta alla sua seconda edizione. La rassegna, organizzata quest’anno insieme ad ANEC, porta negli schermi italiani la resa accessibile filmica, sottotitolazione facilitata e audiodescrizione, con un forte aumento del numero di sale aderenti e l’ingresso, per la prima volta, delle sale ACEC delle Marche e della Liguria.
Il film scelto per aprire questa edizione è Sogni d’oro di Nanni Moretti (1981), restaurato in 4K dal CSC–Cineteca Nazionale, dopo il restauro de La dolce vita con cui la rassegna aveva debuttato lo scorso anno. Daniela Trunfio, presidente di +Cultura Accessibile Onlus, racconta le novità di questa edizione, gli strumenti dell’accessibilità e il bilancio della prima.
Trunfio spiega l’obiettivo di fondo della settimana di proiezioni: “Iniziamo il 21 settembre e finiamo il 27, quindi in quella settimana di fine settembre speriamo di continuare ancora qualche volta a fare questa campagna di sensibilizzazione, che è rivolta principalmente al pubblico, ma anche agli esercenti, per far sì che le proiezioni accessibili diventino una norma, esattamente come ormai sono una norma le proiezioni in versione originale.”
La co-organizzazione con ANEC, racconta, ha portato con sé un risultato molto concreto: “È un bel segnale. Come un bel segnale è praticamente il raddoppio delle sale, siamo passati da 13 a 26, e quindi sono molto contenta anche con l’inserimento dell’associazione ACEC, che raccoglie le sale ex parrocchiali, sparse sul territorio anche nei piccoli centri e nelle piccole città: quest’anno non solo i capoluoghi, ma anche luoghi un po’ meno riconosciuti dall’immagine dell’Italia. Questa volta abbiamo l’ACEC delle Marche e anche l’ACEC di Genova e Liguria.” Un ringraziamento, precisa, va anche a chi ha reso possibile il film di apertura: “Ringrazio Nanni Moretti per aver ceduto i diritti del film e ringrazio la Cineteca Nazionale che come sempre è accanto a noi, visto che il film è stato reso accessibile dagli iscritti al corso dello scorso anno di cinema accessibile, quindi sottotitolazione facilitata e audiodescrizione.”
Trunfio spiega la differenza tra una sottotitolazione tradizionale e quella intralinguistica, da italiano a italiano, usata nelle proiezioni accessibili: “Cambia una cosa fondamentale: il sottotitolo rimane più tempo sullo schermo, ha un periodo di latenza più lungo, e questo permette a tutti di poterlo leggere e seguire quello che leggi.” Una differenza che, ammette, si sente anche nella propria esperienza di spettatrice: “Io adesso faccio fatica a vedere i film in versione originale, perché dopo un po’ o leggo o guardo, perché non puoi fare tutte e due le cose insieme; con la sottotitolazione facilitata lo puoi fare benissimo.”
Chiamata a fare un bilancio della prima edizione, Trunfio rifiuta la logica del singolo risultato: “Con +Cultura Accessibile non parliamo mai di prodotto culturale, ma di processo. La scorsa edizione erano 13 sale, e in ogni sala veniva proiettato una sola volta il film, perché non si può chiedere uno sforzo superiore agli esercenti. La cosa che mi ha confortato è che su 1.000 visitatori abbiamo raccolto neanche 100 disabili, e nella maggior parte erano ciechi. Se si ragionasse solo facendo azioni per i disabili conclamati sarebbe un insuccesso totale. Ma avere da una parte il fatto che persone normodotate siano andate a vedere il film, e che a Torino, al Cinema Massimo, c’erano molti ragazzi stranieri, mi fa capire che questa è la strada per essere realmente inclusivi in un mondo che spacca la cultura rendendola un prodotto e non un processo.”
Il raddoppio delle sale, spiega, è il segnale più concreto di un cambiamento reale: “Le sale si sono raddoppiate, il che significa che gli esercenti incominciano ad apprezzare il fatto di poter proiettare i film sottotitolati in italiano. Può essere che un domani non auspichi di arrivare alla decima edizione di Tutti al Cinema, perché l’augurio più grande è quello che le sale cinematografiche programmino regolarmente i film italiani resi accessibili.” Un traguardo, conclude, reso possibile anche dal lavoro con gli esercenti stessi: “Il legame collaborativo con ANEC ha molto facilitato il recupero delle sale. Parlare con gli esercenti è stato molto facile: non ho dovuto spiegare niente, erano assolutamente preparati e sapevano cosa significava una proiezione accessibile.”
Written by: Chiara Nicoletti
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Daniela TrunfioFilm
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