Alla 23ª edizione delle Giornate degli Autori di Venezia, Matilda De Angelis presenta Balcanica, opera prima di Nicola Sorcinelli di cui è anche tra i produttori, in concorso. Il film racconta la storia di Nazar, direttore d’orchestra, e di suo figlio Jalil, giovane suonatore di tuba, costretti a lasciare l’Afghanistan quando la musica viene messa al bando. Il loro viaggio lungo la rotta balcanica verso l’Italia li porta a incontrare Greta, una dottoressa italiana interpretata da De Angelis, e insieme i tre dovranno affrontare scelte destinate a cambiare per sempre le loro vite. L’attriceha raccontato cosa l’ha spinta a coinvolgersi in questo progetto sia da attrice che produttrice, il significato che dà al film e il percorso che si augura per il film nel futuro, oltre l’uscita italiana con Fandango.
Un film d’amore
Alla domanda su cosa racconti il film, De Angelis non ha dubbi: “Penso che sia un film che parla d’amore alla fine. Penso che sia un film d’amore.” Tra i co-protagonisti c’è anche Babak Karimi, che lo ha descritto con un’immagine folgorante: “Come una canzone di Pino Daniele, un fiore nel deserto.” De Angelis si schermisce, divertita: “Amore, che bello. Ma Babak è un poeta, non posso competere con lui.” Un amore che secondo l’attrice si respirava anche sul set, nel rapporto con un cast di cui parla con ammirazione: “È stato bello condividere il set con degli artisti così pieni di vita, perché è quello che poi secondo me fa molto anche la differenza per chi lo è e chi non lo è, quanto contatto con la vita c’è.” Persone, aggiunge, “estremamente a contatto con la vita, la vita vera, con una quantità di vita vissuta impressionante, vissuta a delle intensità inimmaginabili.” Per lei, dice, “è stato molto bello sedermi, ascoltare e arricchirmi di tutta questa umanità molto bella, molto anche eterogenea.”
Il personaggio di Greta, tra impotenza e azione
Il viaggio che il film racconta, suggeriamo, è anche un punto di rottura che porta i personaggi, e in particolare Greta, a scegliere chi vogliono essere nel futuro. De Angelis è d’accordo: “Tutte le scelte che noi agiamo nella vita, consce o inconsce, ci portano sempre a definire l’essere umano che saremo.”
Cinque anni di ossessione, fino a diventarne produttrice
De Angelis racconta di aver letto la sceneggiatura di Balcanica cinque anni fa, e da allora di aver continuato a chiedere al proprio agente: “Ma il film di Nicola Sorcinelli quando lo faccio? Quando si fa il film di Nicola?” Non è, tiene a precisare, una questione di bisogno di lavorare di più. Quello che l’ha convinta a entrare nel progetto è stata una storia che sente vicina: “una tematica che alla fine ho sempre sentita vicina, che mi colpisce profondamente, che mi tocca profondamente.”
Un augurio pieno d’amore
Alla domanda su che percorso si auguri per il film, De Angelis risponde senza esitazioni: “Mi auguro un percorso lungo e pieno d’amore, perché è la genesi di questo film e quindi per me deve per forza essere anche il proseguimento della sua vita.” Si augura anche un respiro internazionale, e tanti festival, “anche piccolini, bellissimi, di quelli pieni di persone che hanno voglia di vedere dei bei film e hanno voglia di arricchirsi.”
Plot
Quando la musica viene messa al bando in Afghanistan, il direttore d’orchestra Nazar e suo figlio Jalil, giovane suonatore di tuba, sono costretti ad abbandonare tutto ciò che conoscono. Intraprendono così un viaggio lungo la rotta balcanica verso l’Italia, un cammino segnato dall’incertezza ma illuminato dalla speranza di trovare un luogo in cui poter tornare a suonare. Durante il percorso incontrano Greta, una dottoressa italiana. Insieme, i tre si troveranno ad affrontare scelte destinate a cambiare per sempre le loro vite.
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