Alessandra Lancellotti, regista, e Enrico Masi, supervisore artistico e fondatore della produzione Caucaso, sono i protagonisti di questa intervista dedicata a Uno si distrae al bivio, documentario presentato alle Giornate degli Autori durante la Mostra del Cinema di Venezia 2026. Il progetto nasce da un forte legame con il territorio lucano e si configura come un western contadino cantato, un genere raro nel panorama italiano. La conversazione approfondisce le origini e le peculiarità di quest’opera, che unisce elementi etnografici, musicali e di riflessione sociale.
Il territorio come fonte di ispirazione e il ruolo della musica
L’idea di Uno si distrae al bivio nasce dall’osservazione di un paesaggio rurale e collinare della Lucania interna, un territorio segnato da una storia di riforme agrarie e da una civiltà contadina ormai scomparsa. La regista ha scelto di recuperare la tradizione orale e i canti di lavoro e d’amore delle comunità locali, utilizzando la musica come veicolo di valori e memoria collettiva. La narrazione si arricchisce di un forte elemento etnografico, che rende il film anche un’operazione di ricerca culturale e musicale.
La dimensione territoriale e il cinema di ricerca
Masi sottolinea come il progetto si inserisca in un percorso di cinema di ricerca, portato avanti da un gruppo di autori e cineasti da oltre vent’anni. La collaborazione con Lancellotti rappresenta un esempio di questa vocazione, con un focus sulla rivisitazione dell’immaginario italiano e sulla valorizzazione di territori marginali. La scelta di lavorare in territori di frontiera, come la Lucania, si configura come un modo per esplorare le possibilità di sopravvivenza e di futuro in un mondo in rapido cambiamento.
L’estetica e la distribuzione del film
Dal punto di vista visivo, Lancellotti spiega che lo spunto narrativo è venuto prima di una precisa idea estetica, con riferimenti che vanno dal cinema di Luigi Di Gianni a quello di Michelangelo Frammartino. La regista ha voluto creare un film che riflettesse sulla presenza arcaica e sulla sua attualità, attraverso immagini che evocano la memoria e l’assenza. Per quanto riguarda la distribuzione, il film sarà portato avanti in Italia da Zalab, con anteprime previste anche all’estero, e mira a raggiungere un pubblico più ampio, specialmente nel Sud del Paese.
Plot
La Lucania è una terra del Meridione d’Italia in cui da millenni contadini operosi solcano le colline del grano con il loro inesorabile passo. Braccianti antichi e coltivatori contemporanei vivono nella compresenza dei tempi, rinnovando nel ciclo delle stagioni la cura per la terra, i cereali e gli animali. Le loro fatiche sono sublimate da Guastamacchia, contadino cantore che attraversa il paesaggio cercando lavoro a servizio dei padroni. La sua voce evoca le storie di sopravvivenza di una comunità rurale segnata da decenni di lotte bracciantili e letteratura militante. Il veicolo prediletto della parola è il canto, la lingua universale dei contadini, che hanno tramandato la propria storia solo oralmente. Nel flusso musicale scorrono i versi di Rocco Scotellaro, poeta della libertà contadina, militante sulla terra e sulla pagina. Tra i resti della civiltà rurale del Novecento, i contadini tentano di consegnare pratiche ancestrali a un futuro ancora indefinito.