I produttori Paolo Rossetti, Donella Bossi Pucci e la scrittrice Viola Ardone ci hanno raccontato I Nisidiani, documentario diretto da Riccardo Brun che racconta l’esperienza di un laboratorio di scrittura realizzato nel corso di diversi anni nel carcere minorile di Nisida, a Napoli. Presentato alle Giornate degli Autori durante la Mostra del Cinema di Venezia 2026, I Nisidiani riflette sul rapporto tra cultura, riabilitazione e rappresentazione.
L’esperienza di scrittura collaborativa
Il progetto racconta di un gruppo di scrittori e scrittrici che, da oltre dieci anni, lavora con i giovani detenuti di Nisida, uno dei più grandi carceri minorili del Sud Italia. Questi autori condividono un percorso di scrittura che mira a dare voce ai ragazzi, spesso considerati solo attraverso stereotipi. La loro attività si basa sulla convinzione che il confronto con la scrittura possa modificare, anche se di poco, la percezione che i giovani hanno di sé e del mondo. La presenza di questi scrittori, chiamati i Nisidiani, rappresenta un ponte tra cultura e riabilitazione, e il loro lavoro si distingue per autenticità e rispetto nei confronti dei ragazzi.
Una rappresentazione autentica
Il documentario si concentra anche sulla sfida di rappresentare un luogo complesso come Nisida, spesso frainteso o idealizzato. La volontà degli autori è mostrare un’immagine più reale e sfumata di questo carcere, lontana da stereotipi e pregiudizi. La narrazione si arricchisce di riflessioni sulla bellezza nascosta di Nisida, che può diventare uno strumento di riscatto e di speranza. La volontà di non semplificare la realtà si traduce in un racconto che privilegia l’autenticità e la complessità delle storie di chi vive in quel contesto.
Il ruolo dell’arte e della cultura nel cambiamento sociale
Un tema centrale del progetto riguarda il potere della cultura di aprire spiragli di speranza e possibilità. I Nisidiani testimonia come l’arte possa offrire un’alternativa, anche minima, a un destino segnato. La presenza di scrittori e artisti in un contesto così difficile rappresenta un gesto di fiducia nel potenziale di ogni giovane. La loro attività non pretende di risolvere i problemi, ma di creare uno spazio di ascolto e di confronto, capace di lasciare un segno duraturo. La convinzione condivisa è che, anche in situazioni estreme, la cultura possa rappresentare una via di uscita.
Plot
Dal 2010 al 2022 un gruppo di scrittori napoletani ha tenuto un laboratorio all’interno del carcere minorile di Nisida. Nell’ultimo anno sette di loro (Viola Ardone, Riccardo Brun, Maurizio de Giovanni, Daniela De Crescenzo, Antonio Menna, Valeria Parrella e Patrizia Rinaldi) si sono costituiti in collettivo, con il nome de I Nisidiani, e hanno scritto un romanzo, caso unico nella storia della letteratura italiana. Quell’esperienza li ha cambiati, e ha trasformato anche tanti dei ragazzini reclusi, creando un legame difficile da spezzare.