“Me, You”, interview with actress Sonia Ammar
At the Rome Film Fest 2026 with Me, You, protagonist Sonia Ammar on Caia, the young woman at the heart of Bille August’s film and on the invisible scars of war
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“Conversation with” at the 20th Marrakech IFF, interview with actor Willem Dafoe Bénédicte Prot
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"L'ora di tutti", intervista alla regista Stefania Rocca e agli attori Alice Pagani e Alessio Boni Bianca Ferrari
Stefania Rocca, al suo esordio nel lungometraggio come regista, racconta L’ora di tutti insieme agli interpreti Alice Pagani e Alessio Boni. Il film, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2026, rielabora liberamente il romanzo del 1962 di Maria Corti, riportando al centro l’assedio di Otranto del 1480.
La conversazione si concentra sull’attualità della vicenda, sulle scelte dei personaggi davanti alla violenza e sul lavoro fisico e sensoriale svolto sul set.
Rocca ha scelto di riprendere un episodio che rischia di restare ai margini della memoria e di renderlo leggibile oltre il suo contesto storico. L’invasione ottomana diventa così una lente per osservare situazioni contemporanee di sopraffazione e per interrogarsi sulle reazioni di chi si trova esposto alla minaccia.
Nel film, l’attesa dell’arrivo del nemico mette i personaggi di fronte alla propria vulnerabilità, ma anche alla possibilità di decidere come agire. La regista lega questa scelta alla necessità di contrastare l’indifferenza e di mostrare come una crisi possa definire l’identità individuale e collettiva.
Pagani interpreta una figura femminile che, secondo l’attrice, non si esaurisce nella sua dimensione politica. Il personaggio sceglie di sottrarsi alle regole e di seguire una verità personale, anche quando questo significa restare in una posizione scomoda.
Il lavoro sul ruolo ha aperto per Pagani una riflessione sulla violenza subita dalle donne e sulla lunga storia della sua denuncia. Il riferimento ad Artemisia Gentileschi e alla possibilità di portare lo stupro davanti a un tribunale ha lasciato all’attrice una domanda ancora aperta sul modo in cui le donne venivano trattate nel Quattrocento.
Boni veste i panni del capitano Zurlo, governatore chiamato a organizzare la difesa di Otranto con uomini che non sono soldati di professione. Quando la flotta ottomana raggiunge la città, il personaggio deve sostenere una comunità consapevole del pericolo e dell’assenza di rinforzi. Per Boni, la scelta di Zurlo riguarda la responsabilità condivisa: il momento decisivo appartiene tanto a chi guida quanto a chi resiste.
L’attore ha descritto un set lontano dalle consuetudini, dove musica, danza e capoeira accompagnavano le riprese delle battaglie e orientavano il lavoro corporeo degli interpreti. Rocca ha così incoraggiato il cast a confrontarsi con linguaggi diversi e con una messa in scena costruita anche attraverso le sensazioni fisiche.
In un tempo indefinito, una flotta nemica si avvicina a Otranto, città di confine fra Oriente e Occidente. La comunità che ci vive è costretta a fare una scelta: fuggire come i soldati delle truppe di difesa, sottomettersi agli ordini dell’invasore o combattere per la propria libertà.
Idrusa, la giovane protagonista, che ha già scelto di ribellarsi ai codici tradizionali per affermare la propria identità qualche tempo prima, si ritrova a fare da collante tra i membri di una comunità spiazzata dall’assedio. Mentre i pescatori salgono sulle mura per improvvisarsi soldati che difendono la città e le donne si rinchiudono in cattedrale per resistere, tra dimensione intima e destino collettivo, “L’ora di tutti” racconta la convergenza di differenti scelte di disobbedienza per non rinunciare alla libertà.
Written by: Bianca Ferrari
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