Fabia Bettini, intervista alla responsabile del progetto di riapertura del Cinema Fiamma
Con il Cinema Fiamma, Fabia Bettini e Gianluca Giannelli restituiscono a Roma un luogo di memoria e lo trasformano in qualcosa che non è mai esistito prima
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Gianluca Giannelli e Fabia Bettini, intervista ai Direttori Artistici della 24° edizione di Alice Nella Città Chiara Nicoletti
Sarà un film d’animazione, Wildwood – I segreti del bosco proibito di Travis Knight, prodotto da LAIKA, ad aprire la 24ª edizione di Alice nella Città. In occasione della conferenza stampa di presentazione del programma, i direttori artistici Fabia Bettini e Gianluca Giannelli hanno raccontato i temi e gli ospiti di un’edizione che porta 12 film nel Concorso Internazionale, di cui 6 opere prime, 8 titoli nel Concorso Panorama Italia, di cui 7 esordi, e 10 film diretti da donne: dall’animazione in tutte le sue forme ai temi del concorso, dal nuovo cinema italiano agli omaggi a Jeremy Renner e il premio Womenlands a Susan Sarandon, fino al rinnovato Fuori Sala, che dal 13 al 25 ottobre porterà il festival nelle strade del centro di Roma.
Per i direttori artistici, l’apertura con Wildwood è una dichiarazione d’intenti. Riprendendo la definizione del regista, lo descrivono come un film “quasi artigianale: è il lavoro artigianale contro l’algoritmo ed è una favola adatta al pubblico di tutte le età, attesissima dai cultori dell’animazione perché sono 7 anni che si attende”. L’animazione attraverserà l’intero programma, dal cinema europeo di Il corsetto di Louis Clichy, in Concorso, all’Evento Speciale Disney con la produttrice premio Oscar Yvett Merino, che porterà a Roma un’anticipazione di Hexe: Il Regno delle Streghe. “Abbiamo una rappresentazione a 360° del mondo dell’animazione per i cultori, per gli appassionati e per i più piccoli, così come deve essere nella formula di Alice.”
Il Concorso Internazionale schiera 12 film, di cui 6 opere prime e 6 diretti da donne, a cui si aggiungono le registe presenti in Panorama Italia. Per Giannelli è la conseguenza di una ricerca che mette al centro infanzia e adolescenza: “I grandi festival hanno dato grande attenzione ai temi della nostra ricerca: infanzia e adolescenza letti con lo sguardo dei nuovi autori, mettendo al centro questo racconto che è uno sguardo sul contemporaneo. Il cinema sta già dando una risposta.” Una selezione che rivendica anche un’idea precisa di festival: “L’obiettivo è mettere insieme queste immagini per creare spazi inattesi e sviluppare discussioni, che è il vero scopo di un festival, piuttosto che pararsi le spalle con grandi cast.” E sulla presenza femminile: “In questo momento le donne sono molto avanzate su questi temi e la loro presenza è venuta naturale.”
Il filo rosso del Concorso Internazionale è la formazione, declinata tra eredità e distacco dai genitori, sguardo degli altri, amicizia e fine dell’innocenza. Per Bettini non si tratta di un caso: “Sono temi che intercettano la nuova cinematografia e le esigenze personali degli autori.” Un esempio è Butterfly Jam di Kantemir Balagov, “una storia personale in cui il protagonista Barry Keoghan porta il proprio vissuto”: l’attore sarà a Roma per un incontro con il pubblico. “Sono necessità di raccontare traumi che ci riguardano e che vengono elaborati nel tempo.” Giannelli aggiunge due parole chiave: “È fondamentale anche il tema dell’appartenenza e dell’abbandono, due elementi molto presenti nel programma. L’idea di accettare ciò che ti viene dato in eredità e ciò che vuoi veramente essere è un nodo centrale.”
Panorama Italia punta quest’anno su un cinema italiano molto giovane, con 8 film in Concorso, di cui 7 opere prime, e 10 registi under 40 tra Concorso e Proiezioni speciali. In un anno in cui Paolo Strippoli corre per l’Oscar, i direttori leggono un segnale preciso: “Avere un regista così giovane a concorrere all’Oscar dimostra la spinta che bisogna dare. Panorama Italia vuole rimettere insieme il cinema italiano più indipendente e personale.” Perché, sottolineano, “i festival devono mettersi a disposizione di opere prime che affrontano tematiche forti come l’accettazione e l’eredità, offrendo un punto di vista inedito”.
Tra i grandi protagonisti del Fuori Sala ci sarà Jeremy Renner, che presenterà My Next Breath: A Memoir, il racconto della sua rinascita dopo l’incidente quasi fatale del 2023, e terrà una masterclass sul mestiere dell’attore. “Rappresenta un esempio straordinario di resilienza, capace di trasformare le difficoltà in una rinascita”, spiegano i direttori. L’omaggio attraverserà cinema e serialità, da The Hurt Locker di Kathryn Bigelow alla serie Hawkeye: “Oltre ai film candidati all’Oscar, ripercorreremo la serialità con il personaggio di Occhio di Falco, unendo il cinema d’autore al grande pubblico.”
Il 13 ottobre, in occasione dell’inaugurazione del Fuori Sala, Susan Sarandon riceverà il Womenlands Excellence Award 2026. Per Giannelli la sua è “una storia esemplare di libertà, capace di attraversare il cinema sperimentale come The Rocky Horror Picture Show e Miriam si sveglia a mezzanotte”, oltre che “un punto di riferimento importante per le nuove generazioni”. Bettini cita Thelma & Louise come “esempio di libertà non acquisita” e ricorda le altre due premiate, Carmen Consoli e Giovanna Mezzogiorno, che riceveranno il riconoscimento il 17 ottobre sulla Scalinata di Piazza di Spagna: “Sono artiste che sanno essere se stesse oltre gli stereotipi e i modelli imposti dalla società.”
Dal 13 al 25 ottobre il Fuori Sala attraverserà il centro di Roma, da Piazza di Spagna a Via Veneto, con incontri, letture, performance e proiezioni speciali a ingresso gratuito, mentre il Cinema-Teatro Sistina diventa da quest’anno una delle sedi del festival. “Il Fuori Sala crea un vero distretto del cinema”, spiega Giannelli, “il baricentro si sposterà verso il Cinema Fiamma, coinvolgendo il Cinema Quattro Fontane e il Teatro Sistina.” Per Bettini l’idea di fondo è chiara: “L’obiettivo è uscire dalla sala per portare nuovo pubblico al cinema. Vogliamo rinnovare la formula dei festival portando eventi inclusivi nel centro di Roma, in collaborazione con gli Assessorati alla Cultura e ai Grandi Eventi.”
Written by: Chiara Nicoletti
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Alice nella Città - Roma
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