“L’estranea”, intervista agli attori Romana Maggiora Vergano e Adriano Giannini
In concorso a Venezia 83 con L’Estranea, Adriano Giannini e Romana Maggiora Vergano sul lavoro con Strippoli, l’amore sbagliato e l’illusione del controllo.
Listeners:
Top listeners:
play_arrow
ENGLISH Channel 01 If English is your language, or a language you understand, THIS IS YOUR CHANNEL !
play_arrow
ITALIAN Channel 02 Se l’italiano è la tua lingua, o una lingua che conosci, QUESTO È IL TUO CANALE!
play_arrow
EXTRA Channel 03 FRED Film Radio channel used to broadcast press conferences, seminars, workshops, master classes, etc.
play_arrow
GERMAN Channel 04 Wenn Ihre Sprache Deutsch ist, oder Sie diese Sprache verstehen, dann ist das IHR KANAL !
play_arrow
POLISH Channel 05
play_arrow
SPANISH Channel 06 Si tu idioma es el español, o es un idioma que conoces, ¡ESTE ES TU CANAL!
play_arrow
FRENCH Channel 07 Si votre langue maternelle est le français, ou si vous le comprenez, VOICI VOTRE CHAINE !
play_arrow
PORTUGUESE Channel 08
play_arrow
ROMANIAN Channel 09 Dacă vorbiţi sau înţelegeţi limba română, ACESTA ESTE CANALUL DUMNEAVOASTRĂ!
play_arrow
SLOVENIAN Channel 10
play_arrow
ENTERTAINMENT Channel 11 FRED Film Radio Channel used to broadcast music and live shows from Film Festivals.
play_arrow
BULGARIAN Channel 16 Ако българският е вашият роден език, или го разбирате, ТОВА Е ВАШИЯТ КАНАЛ !
play_arrow
CROATIAN Channel 17 Ako je hrvatski tvoj jezik, ili ga jednostavno razumiješ, OVO JE TVOJ KANAL!
play_arrow
LATVIAN Channel 18
play_arrow
DANISH Channel 19
play_arrow
HUNGARIAN Channel 20
play_arrow
DUTCH Channel 21
play_arrow
GREEK Channel 22
play_arrow
CZECH Channel 23
play_arrow
LITHUANIAN Channel 24
play_arrow
SLOVAK Channel 25
play_arrow
ICELANDIC Channel 26 Ef þú talar, eða skilur íslensku, er ÞETTA RÁSIN ÞÍN !
play_arrow
INDUSTRY Channel 27 FRED Film Radio channel completely dedicated to industry professionals.
play_arrow
EDUCATION Channel 28 FRED Film Radio channel completely dedicated to film literacy.
play_arrow
SARDU Channel 29 Si su sardu est sa limba tua, custu est su canale chi ti deghet!
play_arrow
“Conversation with” at the 20th Marrakech IFF, interview with actor Willem Dafoe Bénédicte Prot
Presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, in sala dall’8 ottobre e scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar®, L’estranea di Paolo Strippoli racconta una donna che si presenta all’improvviso a casa di sua figlia per rivelarle la verità sulla loro famiglia, segnata da un patto stretto molti anni prima con un’estranea: un segreto custodito troppo a lungo, che ora torna a reclamare il suo prezzo.
Il regista racconta la sua idea di tragedia in senso classico, lo scontro tra una madre e una figlia che sono anche due modi opposti di stare al mondo, il filo che lega i suoi tre film attorno al tema del controllo e le risate inattese del pubblico davanti alle scene più crudeli.
Nelle note di regia, Strippoli definisce L’estranea una tragedia nella sua accezione aristotelica e, dopo la presentazione a Venezia, non ha cambiato idea: “Cerco di distinguere il termine contemporaneo di tragedia, che ha più a che fare con il dramma, dalla tragedia in senso classico. E ti dico anche una cosa che è venuta fuori dalle proiezioni parlandone un po’: questa estranea non è altro che il coro della tragedia greca”.
Spiegare fino in fondo cosa intenda, ammette, non è semplice: “È molto difficile parlare di questo film senza fare spoiler. Con tutti gli altri film ero molto più libero, e questo penso sia un bene perché è un film che lavora per colpi di scena”.
Una cautela che, confessa ridendo, non gli viene naturale: “A me poi degli spoiler non frega niente, ma capisco che gli spettatori si divertono nello scoprire le cose quando vedono un film. È lecito”.
Alla lettura del film come ritratto di una madre con un disturbo narcisistico, che vede i figli come un pezzo di sé e sceglie per loro ciò che giova a lei, Strippoli riconosce una parte di verità, ma allarga lo sguardo al contesto in cui si muove la famiglia Colonna: “Queste persone crescono, sono nuovi ricchi e nuovi adulti nella Bari del ’99, dove c’è una crescita industriale ed economica fatta di una trama di persone che si sono costruite da sole pezzettino dopo pezzettino. E quando tu fai tutti quegli sforzi per diventare lo specchio bello della società in cui ti muovi, non vuoi lasciare andare questo status”.
Anna e Walter Colonna, i genitori protagonisti, agiscono secondo il regista in buona fede: “Loro credono fermamente che se i figli rispecchiano l’immagine che loro stanno costruendo, se sono belli, sani e vincenti e quindi ben inseriti in quel mondo, vivranno meglio; e quindi lo stanno facendo per il bene dei loro figli in una maniera sincera, con una visione un po’ deviata di quello che è il benessere dei propri figli”.
Il suo sguardo, conferma, parte spesso dai più piccoli: “Quando il pericolo finisce sui bambini ci fa sempre più impressione, perché contengono quella innocenza e quell’ingenuità da proteggere”. Ed è proprio lì che i Colonna falliscono: “I genitori devono essere sempre il primo filtro nella vita di un essere umano tra quello che c’è fuori e quello che c’è dentro. Anna e Walter Colonna non ci riescono perché in realtà fanno entrare quello che la società si aspetta da loro in famiglia e, senza volerlo, perché non c’è cattiveria ed è pieno di buoni intenti quello che fanno, gli fanno dei danni enormi”.
Il punto di partenza, per Strippoli, è sempre lo stesso: “Io scrivo sempre di ciò che mi fa paura. E io ho una paura incredibile di perdere il controllo. I miei film parlano spesso di controllo in maniera diversa e parlano spesso di salute mentale”. Una paura che si scontra con l’impossibilità di disegnare il proprio futuro: “Noi viviamo in una narrazione tutta occidentale per cui sì, possiamo autodeterminarci al 100%, ma non è vero”.
Il film nasce così dal confronto tra due parti di sé: quella che somiglia ad Anna e quella da cui è nata sua figlia Alice, interpretata da Romana Maggiora Vergano, che si è emancipata dalla famiglia e dalle sue aspettative finché la madre non le piomba in casa.
“Queste due donne si scontrano in questo dialogo senza esclusione di colpi, ed è lo scontro tra due donne diverse, tra due modi di vivere la vita diversi che in qualche modo in me convivono, ma anche uno scontro generazionale. Perché io credo che noi siamo un po’ più disponibili delle vecchie generazioni ad accettare il fatto che la vita è fatta di tanta bellezza ma anche di tanto orrore, e se ti vuoi prendere la bellezza un po’ di orrore te lo devi prendere”.
Pioggia e acqua a parte, ciò che lega Piove, La valle dei sorrisi e L’estranea è proprio il tema del controllo: “In Piove c’è questo fenomeno molto concreto, questa pioggia che attiva questi fumi che se respirati fanno perdere il controllo. Ne La valle dei sorrisi ci sono persone che rinunciano al controllo e alla propria identità pur di farsi togliere il dolore, dando la possibilità a questo ragazzino magico di controllarli. E qui invece c’è una donna che lotta in una maniera spasmodica per avere il controllo sulla propria vita”.
Al centro, sempre, personaggi fragili: “Io ho una certa antipatia per il cinema palesemente edificante, perché credo che il cinema diventi edificante attraverso gli errori che i personaggi fanno sullo schermo per noi”. Una convinzione su cui non si è mai trovato d’accordo con il suo maestro di teatro: “Penso sia molto più utile raccontare di personaggi dannati, fragili, che cadono e provano a rialzarsi e spesso non ci riescono. Gli spettatori hanno bisogno di esorcizzare delle paure e di vivere certe situazioni protetti da uno schermo”.
È questa, per lui, la funzione dell’horror: “Il cinema horror per me è sempre stato questo: vivere l’orrore protetto da uno schermo e uscire dalla sala con un po’ più di coraggio, con una lezione data dalla visualizzazione delle conseguenze di certe azioni”.
Nel viaggio del film tra festival e sale, la sorpresa più grande per Strippoli sono state le risate: “Io non pensavo che la gente ridesse così tanto durante questo film, soprattutto durante le scene più crudeli. Sapevo che c’era una grande dose di dark humor, ma le persone ridono ed è bellissimo”.
Se ne è accorto al Toronto Film Festival: “Si alternavano momenti di gelo e di tensione, e poi le scene con Valeria Bruni Tedeschi, che sono tra le più crudeli, facevano ridere di cose di cui normalmente non si dovrebbe ridere”. Due spettatori, all’uscita dalla sala, gli hanno confessato di sentirsi in colpa per aver riso tanto: “Si sentivano in colpa perché hanno riso di cose atroci, ma è quello il bello del cinema: ridere di quello di cui abbiamo paura”.
Un esorcismo che fa bene anche a chi i film li fa: “Credo faccia bene confrontarsi con queste paure, sia per lo spettatore che per chi fa i film. Poi la serenità è una chimera, ma l’obiettivo delle nostre giornate è avvicinarci allo stare bene”.
Durante un forte temporale, Anna (Jasmine Trinca) si presenta senza preavviso a casa della figlia Alice (Romana Maggiora Vergano) per rivelarle che l'intera storia della loro famiglia si regge su una bugia. Anna sostiene di aver stretto un patto con una misteriosa Estranea (Valeria Bruni Tedeschi) per salvare la gamba di Alice, dopo un incidente avvenuto vent'anni prima. Un patto che ha scatenato un effetto domino, causando negli anni avvenimenti terribili. L’unica che può sistemare tutto è la stessa Alice. Ma a quale prezzo?
Written by: Chiara Nicoletti
Guest
Paolo StrippoliFilm
L'EstraneaFestival
In concorso a Venezia 83 con L’Estranea, Adriano Giannini e Romana Maggiora Vergano sul lavoro con Strippoli, l’amore sbagliato e l’illusione del controllo.
Giornate degli Autori - Venezia
Francesca Archibugi racconta Carla Lonzi in Carla Lonzi, dentro e fuori dal mondo, alle Giornate degli Autori 2026.
Alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, il direttore artistico Alberto Barbera su intelligenza artificiale, nuovo cinema italiano e la sorpresa Oasis
La Valle dei sorrisi: Paolo Strippoli porta a Venezia 82 un film che attraverso l'horror racconta la fragilità dell’identità e il bisogno disperato di appartenenza
Michele Riondino e Fabrizio Ferracane sul film Zustìssia, la storia di Beniamino Zuncheddu, in sala dal 15 ottobre.
Due percorsi diversi, uniti da una forte identità autoriale. Jeremy Irons e Luigi Lo Cascio arrivano a Lecce come protagonisti della XXVII edizione del Festival del Cinema Europeo.
Alla Festa del Cinema di Roma 2026, la direttrice artistica Paola Malanga sulla crescita del pubblico, il cinema del reale e il monito di Monica Vitti nel manifesto.
Roma allarga ancora il perimetro della sua Festa: tredici giorni di cinema, anteprime internazionali, grandi autori, nuovi talenti, serie, documentari e memoria del cinema, con Javier Bardem, Paolo Genovese e Monica Vitti al centro di un’edizione che attraversa la città.
© 2023 Emerald Clear Ltd - all rights reserved.