Intervista a Piera Detassis, Editor at Large, Cinema&Entertainment, Hearst Italia
Giornalista tra cinema e comunicazione: dai primi passi in redazione alle sfide di oggi, ecco i consigli per costruire una carriera fuori dagli schemi.
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“Conversation with” at the 20th Marrakech IFF, interview with actor Willem Dafoe Bénédicte Prot
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Intervista con Carlotta Schiavon, Componente del Direttivo Dones Visuals Carolina Mancini
Carlotta Schiavon, componente del direttivo di Dones Visuals, racconta il lavoro dell’associazione catalana per ampliare l’accesso delle donne e delle persone trans all’industria cinematografica. Il confronto si è svolto al quarantasettesimo Festival di Cinema e Donne di Firenze, nel contesto di una presentazione dedicata all’organizzazione e alle sue attività. Tra i temi centrali emergono le misure di sostegno pubblico, i percorsi di formazione e la necessità di costruire reti professionali inclusive. Schaivon ha inoltre condiviso la propria esperienza di produttrice e il percorso del suo primo lungometraggio.
Fondata nel 2017, Dones Visuals ha contribuito a promuovere interventi che favoriscono la presenza femminile nelle produzioni audiovisive catalane. Secondo Carlotta Schiavon, il sostegno delle istituzioni è stato decisivo per finanziare iniziative rivolte alle professioniste e per introdurre criteri di genere nei bandi pubblici, sia a livello regionale sia nazionale. Le legge cinema spagnola prevede che tutti i finanziamenti pubblici destinino una quota del 40 per cento dei fondi a progetti diretti da donne, un obiettivo che ha accompagnato la crescita della loro rappresentanza dal 18 al 37 per cento tra il 2017 e il 2025.
Accanto alle politiche pubbliche, Dones Visuals offre percorsi gratuiti per professioniste impegnate in diversi ambiti, dalla regia alla sceneggiatura, dalla produzione ai ruoli tecnici. I programmi, rivolti sia ai cortometraggi sia ai lungometraggi, possono aiutare chi ha incontrato ostacoli nell’ingresso nel settore a sviluppare competenze e contatti. L’associazione promuove inoltre un’iniziativa dedicata alle donne razzializzate, tra cui donne afrodiscendenti, arabe e rom, gruppi che però, secondo Carlotta Schiavon, restano poco rappresentati nel cinema. Sul fronte dell’inclusione delle persone trans, è stato introdotto un punto aggiuntivo nei finanziamenti nazionali per le produzioni che le coinvolgono nelle troupe. Per Schiavon, la parità di accesso è una condizione essenziale perché ogni professionista possa essere valutata per il proprio lavoro.
Dopo aver lasciato l’Italia da giovane e aver studiato a Barcellona e aver trascorso un periodo negli USA, Carlotta Schiavon è tornata in Spagna nel 2019 e ha fondato la sua casa di produzione, Violet Films. Il primo lungometraggio della società, “Ivan e Hadoum”, ha avuto la prima mondiale al Festival di Berlino nella sezione Panorama ed è uscito nelle sale spagnole a fine giugno. Al momento della conversazione, il film non ha ancora trovato distribuzione in Italia. La produzione si distingue anche per una troupe a prevalenza femminile e per la partecipazione di persone LGBTQ, in un percorso che riflette l’attenzione di Schiavon verso una rappresentazione più ampia e inclusiva del settore.
Written by: Carolina Mancini
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