“Succederà questa notte”, intervista agli attori Louis Garrel e Jasmine Trinca
In concorso a Venezia 83 con Succederà questa notte, Jasmine Trinca e Louis Garrel raccontano il ritorno di Nanni Moretti e il tempo delle occasioni mancate
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"Il Gatto col Cappello", intervista al regista Alessandro Carloni Chiara Nicoletti
Al cinema dal 5 novembre distribuito da Warner Bros. Pictures, Il Gatto col Cappello porta per la prima volta sul grande schermo, da protagonista di un film d’animazione, l’iconico personaggio creato da Dr. Seuss, doppiato in originale da Bill Hader e in Italia dal nostro Stefano Fresi. Il Gatto affronta la sua missione più difficile di sempre ( e forse l’ultima, se non sta attento) per conto dell’I.I.I.I. (Istituto per l’Istituzione dell’Immaginazione e dell’Ispirazione Srl): rallegrare Gabby e Sebastian, due fratelli alle prese con il trasferimento in una nuova città. Primo lungometraggio della neonata Warner Bros. Pictures Animation, il film è co-diretto da Alessandro Carloni, regista e sceneggiatore italiano che da anni vive e lavora negli Stati Uniti, dove a DreamWorks Animation ha contribuito alle saghe di Kung Fu Panda e Dragon Trainer. Carloni racconta la scelta di far paura ai più piccoli, un film dalla doppia lettura che parla anche agli adulti, un cattivo che è lo specchio estremo della protagonista, le scatole dei ricordi come porta d’accesso ai personaggi e la responsabilità di un italiano chiamato a dirigere un’icona americana.
Alcuni momenti del film possono far paura ai più piccoli, ed è una scelta precisa: “Sinceramente l’intenzione era appunto di far sì che potesse fare un pochino paura, perché alla fine se un film è per bambini è perché non c’è veramente pericolo. Se vuoi che sia un film per bambini ma che possa essere un pochino più maturo, bisogna semplicemente alzare il rischio dei personaggi: se succede qualcosa che crea un po’ di pericolo, può far crescere un pochino l’audience”. Con il senno di poi, però, il regista ammette che il punto di vista è cambiato: “Il design di uno dei personaggi lo stavo sviluppando prima di diventare padre: adesso che ho un bimbo di tre anni passo molto tempo a correre a prendere il telecomando per andare avanti nelle parti veloci, quindi forse adesso l’avrei fatto un po’ meno spaventoso. Forse farò arrabbiare qualche genitore che deve correre al telecomando per saltare le parti terrorizzanti, però al tempo stesso sono felice che ci sia un senso di horror, di consequenzialità e di pericolo per i nostri protagonisti”.
Come i migliori film d’animazione, Il Gatto col Cappello ha più livelli di lettura, e Carloni lo ha visto accadere con il pubblico: “C’è chi ha visto questo film e ci ha detto che per loro sembrava una lettera d’amore alle mamme. Mi fa piacere che stia succedendo questo, perché penso che il pubblico giovane possa divertirsi, gli adolescenti possano trovare qualcosa per loro e gli adulti o genitori possano sicuramente trovare molta emotività nel film”. Anche la paura ha un significato più profondo: “Anche le cose che facevano un po’ paura, come uno dei nostri cattivi, sono una metafora di quello che sta succedendo alla protagonista: un personaggio che fa molta fatica ad accettare il presente e continua a essere ossessionato dal tornare indietro ai suoi amici e al suo passato durante un trasloco. Il cattivo è una perversione di quel problema, un personaggio intossicato da questa ossessione, quasi una proiezione della nostra protagonista portata a un livello estremo”.
Già in fase di scrittura, spiega Carloni, “l’idea era quella di presentare i personaggi all’audience a seconda di quello che hanno portato con sé nelle scatole per il trasloco”: “Per il bambino, Sebastian, tutti quegli oggetti sono il simbolo della connessione con sua sorella e dei giochi che facevano assieme; siccome lei sta crescendo, rappresentano ciò che lui vorrebbe di più, ovvero riconnettersi con lei. Per la sorella sono il simbolo della vita che ha lasciato alle spalle, dei suoi amici, della banda dell’orchestra e della scuola. Per la mamma, in superficie sembra che la sua scatola contenga solo documenti, assicurazioni e le cose noiose di cui noi adulti dobbiamo occuparci, ma poi scopriamo che ha molti altri strati”. Sul piano visivo, la sfida era capire “come si manifesta visivamente la nostalgia e il simbolo del passato lasciato alle spalle in animazione”, e gli artisti hanno avuto piena libertà di esplorare: “Uno degli artisti, per la scatola della madre, si era ispirato alle immagini di scansioni cerebrali e dei neuroni per mostrare visivamente come funzionano le memorie all’interno, creando un mondo di contatti neurotici. Alla fine era un concetto troppo complicato e siamo andati in un’altra direzione, ma era bello sapere che i nostri artisti avevano la possibilità di esplorare qualsiasi concetto per immaginare come manifestare questi mondi astratti”.
Straniero nella coppia di regia, Carloni rappresenta in qualche modo il pubblico non americano, che non è cresciuto con l’universo di Dr. Seuss: “Prima di tutto è stato un onore per me, come se l’Italia decidesse di assumere un coreano per dirigere Pinocchio. Mi sono sentito molto stimato ed era una grande responsabilità per l’America fidarsi di uno straniero per una figura così iconica”. Una posizione che si è rivelata anche preziosa: “È stato anche molto utile: la mia co-scrittrice Erica scriveva delle battute stupende ma che talvolta erano intraducibili, quindi il mio compito era tradurre non solo questo libro americano, ma il film stesso, in qualcosa di universale per un pubblico mondiale e non solo americano o italiano”.
Scopri Il Gatto col Cappello come non l’hai mai visto prima! Dal meraviglioso e stravagante mondo di Dr. Seuss, Il Gatto col Cappello arriva per la prima volta sul grande schermo da protagonista di un film d’animazione: un’avventura epica, inedita e piena di brio, dove regnano magia, caos e tanta allegria. Facendo ciò che gli riesce meglio, il Gatto – doppiato in originale da Bill Hader – porta gioia ai bambini con il suo umorismo esilarante, unico e irriverente, trasportandoli in un viaggio fantastico verso un mondo mai visto prima. Nel film, il nostro eroe affronta la sua missione più difficile di sempre per conto dell’I.I.I.I. (Istituto per l’Istituzione dell’Immaginazione e dell’Ispirazione Srl): rallegrare Gabby e Sebastian, due fratelli alle prese con il trasferimento in una nuova città. Famoso per esagerare sempre un po’ troppo, questa potrebbe essere l’ultima occasione per il nostro agente del caos di dimostrare il suo valore… o rischiare di perdere il suo magico cappello!
Written by: Chiara Nicoletti
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Alessandro CarloniFestival
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