Bari International Film Festival
“Ritorno al tratturo”, intervista al regista Francesco Cordio
Al Bif&st, "Ritorno al tratturo" di Francesco Cordio racconta le aree interne italiane tra spopolamento, comunità e nuove possibilità.
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France Odeon - Festival del Cinema Francese
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"Milo / 7h40 ce matin-là", intervista con la regista Nicole Garcia Carolina Mancini
Nicole Garcia, attrice, regista e sceneggiatrice, ha realizzato Milo / 7h40 ce matin-là, un film che intreccia maternità, memoria politica, terrorismo e legami familiari. Presentato a France Odeon a Firenze, il progetto nasce da un confronto creativo con il figlio della regista durante il lockdown. Al centro c’è una donna con un passato nella lotta armata, che torna a incontrare il figlio dopo anni di assenza. Nicole Garcia racconta la genesi del film, il suo sguardo sui rapporti tra generazioni e le difficoltà incontrate nella produzione.
L’idea di Milo / 7h40 ce matin-là ha preso forma durante la pandemia, attraverso uno scambio tra Garcia e suo figlio. Prima ancora della trama, sono emersi alcuni luoghi: una regione aspra nel sud della Francia, un garage e una caffetteria, elementi visivi che hanno cominciato a suggerire una storia. La figura della protagonista si è delineata in seguito, insieme alla scelta di legarla a un movimento armato francese e a un passato segnato dalla detenzione. L’inserimento di un figlio ha dato coesione a questi spunti, trasformando una serie di intuizioni in un racconto.
La protagonista è una donna che deve fare i conti con il peso delle proprie scelte e con la responsabilità di essere madre. Garcia mette in relazione l’impegno politico radicale con le esigenze della vita familiare, mostrando quanto possa essere difficile sostenere entrambi senza sentirsi inadeguati. Il film non offre subito una biografia completa della donna: il suo passato emerge gradualmente, mentre lei cerca di avvicinarsi al figlio. Nel presente, la protagonista osserva una realtà diversa da quella che aveva conosciuto e sceglie di sostenerlo senza imporgli le proprie convinzioni.
Il titolo richiama l’ora in cui comincia il film: la donna scende da un autobus dopo un viaggio notturno, senza che sia subito chiaro da dove arrivi. Le informazioni sulla sua vita sono frammentarie; si scopre, per esempio, che ha lavorato nell’amministrazione di una residenza per anziani e che racconta una versione inventata del proprio passato recente. Questa progressione accompagna il pubblico nella ricostruzione della sua identità, evitando di spiegare tutto in anticipo. Sul piano produttivo, la difficoltà di reperire finanziamenti ha richiesto tempi di lavorazione molto rapidi, e forse questo, dice Garcia ha giovato al risultato.
Alice si trasferisce in una piccola città del sud della Francia, dove trova lavoro come cameriera in una caffetteria. Sembra non avere legami con nessuno. In realtà, è lì per Milo, un giovane che lavora in un'officina poco distante e che sembra non sapere nulla di lei. Senza rivelargli chi è, Alice vuole avvicinarsi a lui, parlargli, conoscerlo… riconoscerlo.
Written by: Carolina Mancini
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Nicole GarciaBari International Film Festival
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