“È un mondo difficile”, intervista al regista Federico Mottica
Ad Alice nella città 2026, Federico Mottica racconta È un mondo difficile, l’amore di due trentenni che si cercano senza trovare un centro
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"Idda", intervista alla regista Irene Dionisio e l'attrice Tecla Insolia Chiara Nicoletti
Presentato alla 23ª edizione di Alice nella città, Idda di Irene Dionisio racconta due amiche d’infanzia, interpretate da Tecla Insolia e Romana Maggiora Vergano, che si ritrovano per affrontare insieme l’ascesa dell’Etna. Tra le pendici e le viscere di “Idda”, il vulcano-donna, si confrontano sul senso profondo della femminilità e si ritrovano, al di là delle differenze e del tempo, profondamente unite. Un film molto personale, che la regista dedica alla sua migliore amica. Irene Dionisio e la protagonista Tecla Insolia raccontano il desiderio di dire ciò che non si è riusciti a dire, il lavoro di co-creazione con gli attori, la doppia anima del vulcano tra concretezza e invisibile e due protagoniste che sono insieme aria e terra.
Per Irene Dionisio, la sua migliore amica “è stata una persona che mi ha molto incoraggiato in quello che ho fatto nel mio percorso. Ho dei bellissimi ricordi su questo, quindi posso dire che è stato anche un modo per dire delle cose che non sono riuscita a dire”. Una lezione che la regista porta con sé: “Ho imparato, dopo quello che è accaduto, a non lasciare mai andare qualcuno senza dirgli ‘Ti voglio bene’”. E il film, spiega, non è stato davvero una decisione: “Quando si decide di fare un film a volte non lo si decide, nel senso che accade qualcosa che ti prende, che ti conduce, e tu dici ‘Ok, questa è l’unica cosa che voglio fare in questo momento’. Quindi posso dire che è nato sicuramente da questo desiderio di seguire la possibilità di dire qualcosa che non sei riuscito a dire”.
Nelle sue note di regia, Dionisio descrive Tecla Insolia come “il vulcano intimamente femminile” e il film come un viaggio di co-creazione, “una parola bellissima”, dice l’attrice, “che è effettivamente un po’ quello che è successo e che Irene ci ha dato la possibilità di fare”. Prima del set, insieme a Romana Maggiora Vergano e Giuseppe, ci sono state tantissime prove: “Un po’ perché il tempo delle riprese, che è di quattro settimane, sarebbe stato poco, anche se è un film che non ha tantissime scene, non è un copione gigante, è essenziale. Queste prove ci hanno dato la possibilità di risolvere delle cose della storia che magari non avevamo compreso a fondo, idee che ci sono venute nel momento in cui provavamo i dialoghi e le scene”. Un processo possibile grazie all’ascolto della regista: “Irene era sinceramente interessata a sentire le nostre opinioni. E il lavoro personale che fai non viene mai da te e basta: sono cose che rubi, prendi e studi attraverso l’osservazione delle altre persone, e io ho lavorato osservando persone che hanno un talento incredibile, come Romana, Giuseppe e Irene stessa”.
Concreto e terreno ma anche poetico e onirico, Idda viaggia tra presente e passato, ricordi e fotografie. Per la regista è “un film su qualcosa di invisibile, quasi un vapore che poi si diffonde, che è presente ovunque, che anima. Io credo moltissimo in questa presenza, in maniera, dico religiosa, ma non intesa come cattolica o legata a una determinata religione”. Da qui il desiderio di connettere l’invisibile all’Etna, “una montagna concreta, solida, di roccia”: “Trovo questa sorta di doppia anima del vulcano molto giusta per il film, perché a volte quando vivi qualcosa la vivi come qualcosa di iper concreto. Poi quando qualcuno a un certo punto non c’è più, ti sembra tutto così sottile e invisibile”. Un libro l’ha accompagnata in questo percorso, The Year of Magical Thinking di Joan Didion: “Quando l’ho letto ho capito che quello che sentivo era qualcosa che poteva riguardare tante altre persone. Quando inizi a vedere dei piccoli segnali nella tua vita a cui non davi un senso, se non dopo aver vissuto una determinata esperienza”.
Anche le due protagoniste portano dentro questa doppia natura: “Ida e Adele sono in qualche modo aria e terra, e allo stesso tempo si invertono e diventano l’una o l’altra. C’è questa sorta di commistione”. Una qualità che Dionisio ha ritrovato nelle sue interpreti: “Ho lavorato con due attrici che hanno entrambe questa doppia anima, perché sono iper sensuali, presenti, concrete e aspre, però allo stesso tempo hanno una sorta di etereità fantastica. Mi piaceva moltissimo che entrambe avessero questa doppia natura, e per me sono molto etnee”.
Due amiche d’infanzia si ritrovano per affrontare insieme l’ascesa dell’Etna. Tra le pendici e le viscere di “Idda”, il vulcano-donna, si confrontano sul senso profondo della femminilità e si ritrovano, al di là delle differenze e del tempo, profondamente unite.
Written by: Chiara Nicoletti
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